Petrolio: trivelle nel Vallo di Diano, se ne discute domenica a Sala Consilina

Alla luce del nuovo decreto Legge n. 133 del 12 settembre 2014 detto ‘Sblocca Italia’, che mira ad impoverire ulteriormente il nostro territorio e ad attaccarlo contro la stessa volontà di chi in questo territorio vive, abita e lavora, gli attivisti del Movimento 5 stelle Vallo di Diano organizzano domenica 21 settembre un incontro/dibattito che avrà luogo presso l’Hotel La Pergola, a Trinità di Sala Consilina. All’evento, in programma a partire dalle ore 17.30, interverranno il Senenatore Andrea Cioffi (membro VIII Commissione),  il Senatore Guido Petrocelli, Capogruppo M5s al Senato, Franco Ortolani, ordinario di Geologia presso l’università Federico II di Napoli, Giovanni Caggiano, presidente comunità montana Tanagro alto e medio Sele, Raffaele Accetta, presidente della comunità montana Vallo di Diano. I lavori, moderati dal giornalista Gianfranco Stabile, saranno introdotti dall’ingegnere Antonio Curcio.

L’incontro nasce per segnalare il grave problema delle trivellazioni, che potrebbe interessare anche il  territorio del Vallo di Diano, nel quale le colture biologiche e le produzioni agricole costituiscono un fiore all’occhiello e un vanto per la intera Regione Campania. Di qui il dissenso pressoché unanime all’ipotesi ‘trivellazioni’, e la speranza di vedere riconosciuta la giusta importanza alle tante istanze e rivendicazioni di tutela del territorio e delle sue peculiarità.

«A questa prima fase interlocutoria, che si apre con l’incontro-dibattito di domenica, seguiranno una serie di iniziative finalizzate ad una più incisiva campagna di sensibilizzazione, il cui scopo sarà quello di tenere alta l’attenzione e a sollecitare tutte le forze politiche ad adoperarsi nella produzione di atti e provvedimenti per la messa in sicurezza del territorio da nuovi tentativi di speculazione e di sfruttamento, che potranno intervenire in futuro da parte dei signori del Petrolio» spiega Giuseppe Di Giuseppe, attivista M5s Vallo di Diano.

«Le preoccupazioni sull’impatto ambientale delle trivellazioni petrolifere hanno trovato riscontro nelle incisive relazioni dei vari esperti chiamati ad intervenire: di qui l’invito rivolto a tutte le istituzioni, affinché  prendano posizione sulla questione al fianco dei cittadini. Insomma la questione petrolio incombe, con la sua burocrazia spesso incomprensibile e soprattutto infinita» continua Di Giuseppe.

«Le regioni non possono più decidere. Si tratta di un decreto che taglia fuori completamente le Regioni, riportando in capo ai ministeri le autorizzazioni ambientali per le concessioni offshore. Per le concessioni sulla terra ferma, invece, il decreto fa riferimento a generiche ‘intese’ con le regioni interessate. La competenza, comunque, è attribuita al ministero dello Sviluppo economico; le procedure autorizzative ritornano ad essere di competenza del ministero dell’Ambiente e non più delle regioni, come in passato. La conseguenza è che, se le regioni non applicano il decreto ‘Sblocca Italia’ entro il 31 dicembre di quest’anno, lo farà il Governo, con i poteri sostitutivi. Il tutto in base alla dichiarata ‘strategicità’ del settore energia, di cui il Governo ha avocato a se tutti i poteri» spiega Di Giuseppe.

 «Si tratta di ‘parole al miele’ per le multinazionali, che hanno già presentato numerose richieste di autorizzazioni. Crediamo che sia un dovere informare i cittadini del comprensorio valdianese su questi temi, affinché non ci si trovi impreparati sui gravi problemi connessi. Riteniamo sarebbe un grave errore continuare nella affannosa ricerca di fonti di petrolio, che a nostro avviso bisognerebbe sostituire con l’utilizzo di nuove forme di energie rinnovabili. Dobbiamo ridare una identità al nostro territorio ed una coscienza troppe volte vilipesa dai contrasti sorti per interessi particolari e campanilistici, è in gioco non soltanto il nostro futuro ma soprattutto quello dei nostri figli nell’Italia di domani» conclude Di Giuseppe