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San Giovanni a Piro, fuochi d’artificio nel consiglio comunale pre-natalizio

di Luca De Martino

San Giovanni a Piro sente così tanto il Natale che non c’è bisogno di aspettare Capodanno per i fuochi d’artificio, si possono tranquillamente ammirare, in tutta la loro bellezza, durante un apparente pacifico Consiglio comunale.

Un Consiglio comunale che perfino nello stato del Burundi non riuscirebbero a imitare nella sua completezza, caratterizzato dalla presenza di consiglieri che per sfogare la propria rabbia ed esasperazione, probabilmente connessi a motivi strettamente personali, sentono il bisogno di urlare e sbraitare, convinti che alzando il tono delle proprie parole le rendono automaticamente convincenti persino alle proprie orecchie.

Nel Comune di San Giovanni a Piro se un consigliere comunale autorizzato ad esporre il proprio intervento, si permette di andare “fuori tema” dall’ordine del giorno, anche solo per pochi concetti certamente non offensivi verso nessuno, viene immediatamente e “democraticamente” ripreso e zittito, un po’ come si fa durante le lezioni che si tengono nelle scuole elementari. Eppure il “fuori tema” scolastico dell’ alunno Sorrentino (consigliere di opposizione) ripreso dal maestro “Di Mauro” (presidente del Consiglio comunale) non è stato tale. Citare manifestazioni estive come “Equinozio d’Autunno”, citare i problemi connessi all’economia locale sono certamente legati all’odg sul bilancio. Se poi, di contorno, il discorso diventa anche politico, in onestà è doveroso ricordare che tutti i membri del Consiglio fanno politica, non fanno altro almeno non dovrebbero. In questi casi è bene rispolverare la nostra Carta Costituzionale che all’articolo 21 cita quanto segue: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

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