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Sanzioni da migliaia di euro per i cittadini di Vallo della Lucania, Miraldi: «Sono da annullare»

di Biagio Cafaro

Numerosi cittadini e commercianti di Vallo della Lucania, nell’ultimo periodo, hanno ricevuto un’amara sorpresa, ovvero accertamenti in merito all’Ici e alla Tarsu. Con gli accertamenti i cittadini vallesi si sono visti recapitare multe salate, anche di diverse migliaia di euro.

Sono seguite le proteste dei contribuenti i quali hanno espresso incredulità per gli accertamenti, a loro dire infondati, e per le modalità, in particolar modo nel contesto attuale di crisi economica quale quello che sta vivendo anche il territorio del Cilento. 

Soget A far luce sulla situazione il consigliere di Vallo della Lucania Pietro Miraldi: «Nel nostro comune in questo ultimo periodo numerosi cittadini si sono visti recapitare avvisi di accertamento relativi a differenze di pagamento dell’imposta comunale sugli immobili per l’annualità 2008. Tanti di questi accertamenti sono errati in quanto la Soget, società aggiudicataria di gara per gli accertamenti dei tributi comunali, non ha considerato che nell’anno 2008 l’imposta da versare era del 5 per mille e non del 6 per mille. L’applicazione dell’aliquota del 5 per mille era stata deliberata nella seduta di consiglio comunale in data 24 marzo 2007 e confermata poi  anche per l’anno successivo. I cittadini proprietari di immobili hanno giustamente versato il dovuto applicando l’aliquota esatta».

La soluzione proposta da Miraldi è l’annullamento di tutti gli accertamenti: «Io credo che l’amministrazione, nella persona del sindaco o dell’assessore alle politiche economiche debba annullare d’ufficio tutti gli accertamenti errati inviati ai cittadini, perché non è giusto che quest’ultimi debbono attivarsi, magari incorrendo in spese, per assicurarsi un loro diritto o peggio ancora attendere un’ ingiunzione futura con l’aggravio di interessi e sanzioni».

«Credo – conclude Miraldi – che tutti devono pagare il giusto affinché si possa avere una tassazione inferiore, i servizi ai cittadini sono assicurati proprio con le entrate e se qualcuno fa il furbo, ciò non può avvenire, ma il furbo non deve essere l’amministrazione».

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