Cilento, danno erariale da 700 mila euro: indagati i vertici dell’amministrazione comunale

I finanzieri della compagnia di Agropoli, su delega del sostituto procuratore generale della Corte dei Conti, Ferruccio Capalbo, al temine di complesse indagini nell’ambito dell’operazione Nettuno, hanno dato esecuzione a un provvedimento emesso dallo stesso magistrato per «danno pubblico» di oltre 700mila euro che ha riguardato da vicino i vertici dell’amministrazione comunale di Capaccio. Il provvedimento è stato emesso al termine di una meticolosa indagine avviata d’iniziativa nell’anno 2014, dalle fiamme gialle di Agropoli.

Dalle indagini sarebbe emerso un potenziale danno erariale connesso alla gestione di un complesso immobiliare di grande pregio, nell’area archeologica di Paestum gestito dall’ente per le antichità e i monumenti della Provincia di Salerno, con sede legale dichiarata a Salerno, presso l’abitazione privata del segretario dell’ente e condotto in locazione dalla società ‘Ristorante Nettuno srl’, realtà economica operante nel settore della ristorazione di Capaccio, in forza di un contratto più volte rinnovato, da ultimo in data 20 aprile 2006 con scadenza ventennale. 

Il potenziale danno erariale, in concreto, sarebbe emerso da subito dall’entità del canone annuo concordato, da ultimo pari a 12 mila euro annui, «obiettivamente irrisorio – spiegano le fiamme gialle – se confrontato con il pregio, la posizione e le dimensioni dell’intero complesso turistico-ricettivo locato». Inoltre, è dato evidenziare che tale complesso immobiliare è stato affidato in locazione alla società del ristorante, in assenza di qualsivoglia gara ad evidenza pubblica e senza valutazione circa la potenziale redditività per l’ente locatore. I finanzieri avrebbero accertato che il complesso immobiliare non era esclusivamente dedicato a struttura ricettiva, ma bensì parte di esso era destinato esclusivamente a residenza della famiglia conduttrice dell’intero complesso immobiliare».

Il pregiatissimo complesso immobiliare è situato all’interno della cinta muraria dell’antica città di Paestum con vista diretta sulla Basilica e sul Tempio di Nettuno. Entrando nel merito della vicenda i finanzieri della compagnia di Agropoli, nell’ambito delle investigazioni hanno accertato che il complesso immobiliare fu acquistato, con regolare rogito notarile, dal Comune di Capaccio il 12 novembre 1931 dai fratelli Manzi/Forlani e mai più ceduto ad altro ente. Cio nonostante, la gestione dello stesso è stata assunta dall’ente per le antichità e i monumenti della provincia di Salerno.

Ne è derivato un danno erariale che, a seguito delle indagini, i finanzieri della compagnia di Agropoli hanno quantificato per oltre 700mila euro imputati ai vari responsabili del Comune a qualsiasi livello e titolo e al segretario/amministratore dell’Ente per le antichità ed i Monumenti della Provincia di Salerno. 

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