Morte Mastrogiovanni: la Cassazione condanna medici e infermieri, pene sospese

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Medici e infermieri del reparto di Psichiatria dell’ospedale di Vallo della Lucania condannati per il sequestro di persona, annullata la sentenza d’appello per il reato di omicidio colposo. Pene ridotte a meno di due anni e quindi sospese. Medici condannati anche per falso in cartella. E’ in sintesi la sentenza della Corte di Cassazione che ieri sera si è pronunciata sul caso di Franco Mastrogiovanni, il maestro elementare di Vallo della Lucania, deceduto il 4 agosto 2009 dopo il ricovero forzato, conseguenza di un Tso disposto nei suoi confronti, durato quattro giorni. La Suprema corte ha deciso così per i medici Barone, Basso, Mazza e Ruberto condannati a un anno e tre mesi; per Di Genio dichiarata irrevocabile la condanna per il sequestro e confermata la pena a Della Pepa. Agli infermieri Maria D’Agostino Cirillo, Maria Carmela Cortazzo, Antonio De Vita, Giuseppe Forino, Alfredo Gaudio, Massimo Minghetti, Nicola Oricchio, Raffaele Russo, Massimo Scarano e Antonio Tardio le pene sono di sette e otto mesi. Annullata invece la sentenza per Antonio Lungo essendo i reati a lui ascritti estinti per morte dell’imputato. La Procura Generale aveva chiesto l’annullamento senza rinvio per gli infermieri sia per il sequestro sia per l’omicidio colposo. Per i medici invece conferma per il falso e annullamento con rinvio per il sequestro. La cassazione conferma in parte la sentenza della Corte d’Appello di Salerno: gli infermieri e medici furono condannati anche se con pene ridotte. Nel primo grado invece sono stati condannati i medici per sequestro di persona, falso ideologico e morte in conseguenza ad altro reato, gli 11 infermieri invece erano stati scagionati.

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