Uccide ex moglie a coltellate, procuratore chiede sconto di pena

Potrebbe essere ridotta da trenta a diciotto anni la pena per Cosimo Pagnani, il 34enne originario di Sicignano degli Alburni che nel novembre del 2014 uccise a coltellate l’ex moglie Maria D’Antonio sull’uscio della sua casa di Postiglione. Lo ha proposto ieri la sostituta procuratore generale Antonella Giannelli, chiamata a sostenere in appello le ragioni dell’accusa e lo ha reso noto l’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno. Secondo la sostituta pg non è configurabile a carico di Pagnani l’aggravante dei futili motivi né quella di un omicidio collegato alla finalità del maltrattamento. Ha infine chiesto l’applicazione delle attenuanti generiche e – partendo da una pena base di 27 anni – la riduzione a 18 in virtù dello sconto di pena previsto dal rito abbreviato. La sentenza sarà emessa venerdì, dopo l’arringa del difensore Alfonso Amato. Era il 30 novembre del 2014 quando fu commesso l’omicidio. Pagnani aveva raggiunto la donna davanti casa per un’ennesima discussione sull’affidamento della figlia. Entrarono nell’abitazione e lì, nell’ingresso-soggiorno dove c’è anche un angolo cottura, la uccise con un coltellaccio con una lama di venti centimetri. I carabinieri lo ritrovarono sul tavolo della cucina, ancora intriso di sangue. A dare l’allarme furono il padre e il fratello della vittima, che abitano lì vicino e sentirono le grida. Non fecero in tempo a intervenire, quando uscirono in strada Maria D’Antonio era già morta, e l’ex marito si era barricato in casa. I carabinieri hanno poi scoperto che due ore prima Pagnani aveva pubblicato sul suo profilo Facebook un post, «sei morta», che era una sorta di annuncio del delitto.