Vallo di Diano, lamentele sui trasporti pubblici: l’appello all’assessore ai Trasporti della provincia di Salerno

Da quanto segnalato da alcuni utenti al Codacons del Vallo di Diano, alcune linee di autobus, in occasione delle festività natalizie, non hanno praticato alcun tipo di riduzione dell’abbonamento mensile per gli studenti nei mesi di dicembre e di gennaio.

Alcuni genitori hanno fatto presente che i loro figli studenti hanno pagato l’abbonamento mensile per intero, nonostante abbiano usufruito del servizio di trasporto per un periodo ridotto a dicembre e nonostante abbiano avuto oltre una settimana di riposo dagli studi nell’attuale mese di gennaio.

“Nei giorni di vacanza scolastica le corse di collegamento sono state “inesistenti”, con autobus extra urbani, tra i centri abitati del Vallo di Diano. In moltissimi casi, addirittura, in tratti extra-urbani (fuori dai centri abitati), gli studenti sono costretti a viaggiare in piedi, con rischio per la loro sicurezza e contro le regole del Codice della Strada”, si legge nel comunicato.

“In questi momenti difficili per le famiglie – si legge ancora- , tutti i segnali volti alla riduzione dei costi dei servizi (soprattutto quelli non ricevuti dall’utente) è un buon segnale. Eppure, alle famiglie bisognerebbe consigliare di usufruire, in questi casi, laddove le ditte di autotrasporto pubblico lo prevedano, degli abbonamenti settimanali, congrui con il periodo di utilizzo del servizio.

La situazione delle nostre contrade è questa, purtroppo. Nella vallata, infatti, non esiste una vera rete di trasporto pubblico, anche a causa dell’assenza del servizio ferroviario. Ad esempio si potrebbero utilizzare,come avveniva fino a 30 anni fa, un treno minuetto Diesel, sulla tratta Polla- Sala Consilina – Sassano – Padula – Montesano sulla Marcellana e viceversa, che hanno una velocità massima di 130 Km/ora, 122 posti a sedere ed un totale di 345 posti, considerando quelli consentiti, in sicurezza, in piedi, equivalenti a sei autobus extra urbani, velocità massima di 80 km/ora, con 6 autisti e 6 motori diesel, al posto dei due addetti del treno (macchinista e capotreno) con due motori diesel, ovvero con costi operativi inferiori del 66% rispetto al trasporto con autobus, e conseguenti costi inferiori del biglietto e degli abbonamenti. Gli autobus urbani, con posti in piedi, in sicurezza, collegherebbero le stazioni con i centri abitati dove sono ubicate le scuole. Tutto questo avviene nel resto del mondo, escluso il Vallo di Diano”.

Non sembra prossima all’attuazione una razionalizzazione dei collegamenti. “La classe dirigente locale – si legge ancora nel comunicato del Codacons – sembra abbia smarrito la capacità di progettare il futuro di queste terre, essendo in tutt’altri affari e in tutt’altre faccende coinvolta. Oggi il CIPE ha deliberato, su richiesta specifica della regione Basilicata, lo stanziamento di 200 milioni di euro per l’ammodernamento della linea ferroviaria Potenza-Foggia, 110 km a binario unico, non elettrificato, come la Sicignano- Lagonegro, lunga 77 km. Basterebbero 100 milioni di euro per riaprire i 55 km di linea da Sicignano a Montesano sulla Marcellana, ma tutto ciò è, e sarà sempre così in avvenire, fuori dagli interessi della regione Campania, focalizzati esclusivamente su Napoli e dintorni”.

“Rivolgiamo il nostro appello all’assessore ai Trasporti della provincia di Salerno perché si riveda, finalmente, il modo in cui il servizio di trasporto pubblico viene effettuato nel nostro comprensorio.

Ribadiamo, poi, che il numero di abbonamenti non può superare il numero di posti a sedere sugli autobus extra urbani, per una questione di sicurezza. Su questo l’assessore deve controllare che la capacità dei mezzi, ossia il numero dei posti a sedere, sia congrua con il numero di abbonamenti emessi su ogni   tratta extraurbana.

Ci sembra che una razionalizzazione del servizio, sia quello dedicato agli studenti, sia quello dedicato all’utente generico, debba avvenire nell’interesse del cittadino, in nome dell’economicità, dell’efficienza e sostenibilità ambientale. Un volta la politica si faceva prospettando uno sviluppo sociale ed economico di un comprensorio, ognuno secondo la propria visione del mondo. Oggi vi è bisogno che la politica dia un segnale di risveglio, perché non si debba pensare che l’unico sviluppo futuro che sta a cuore a qualche signorotto locale sia quello della poltrona su cui sedersi o su cui far sedere qualche fedele gregario”.