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Camerota. Il by night che disturba e l’alba ‘tragica’ di un giovane imprenditore

di Maria Antonia Coppola

Dopo aver visto alcune segnalazioni/lamentele pubblicate dal ‘giornaledelcilento.it: “Lettera di un giovane imprenditore…” e “La musica insopportabile nel centro di Marina di Camerota…” Un nostro lettore, come un attento analista, ci ha inviato un articolo/denuncia. Una pubblica risposta/commento dopo aver osservato sotto quale nonchalance, distacco, indolenza, vige il nostro territorio in questo periodo estivo, ma non solo. Attraverso considerazioni meticolose e puntuali, anche da un punto di vista normativo, ci prende tutti per mano per farci capire come si dovrebbe comportare chi deve tutelarci. Si rivolge alle istituzioni. Al sindaco di Camerota, al questore, alle forze dell’ordine. E pone una domanda: “I veri problemi chi li guarda?

“Ogni attività che sia autorizzata per effetto di una “licenza di polizia”, deve rispettare le prescrizioni date nella licenza stessa. Così recita l’art. 9 del TULPS. Il mancato rispetto di queste prescrizioni genera due effetti: la sanzione, la revoca o sospensione, “in qualsiasi momento” delle autorizzazioni qualora il titolare ne abusi. Questo potentissimo strumento di coercizione preventiva e repressiva sulle attività soggette a controllo di polizia forse viene utilizzato poco spesso. Un nuovo stimolo si potrà dare al rinverdimento dell’ istituto mettendolo in connessione con le nuove ordinanze in materia di sicurezza urbana (art. 54 TUEL).
Le ordinanze in materia di sicurezza urbana finalizzate alla soluzione dei problemi di disturbo e degrado derivante da pubblici esercizi deriva dalla definizione di “incolumità pubblica e sicurezza urbana” date dal Decreto Ministeriale 5 agosto 2008. 
La sicurezza in realtà è come un prisma, ha molte facce, ha significati e contenuti molto più ampi, e non si identifica solo con l’ordine e la sicurezza pubblica – l’onere della cui osservanza spetta, tradizionalmente, alle forze di Polizia dello Stato – ma comprende anche “valori minori”, quotidiani, garantiti con il concorso delle forze di Polizia locali.
In ogni caso, sia per la esecuzione ed il controllo di atti  in materia di sicurezza urbana che per altre forme di intervento formale sul problema del disturbo e del disagio causato da esercizi pubblici, giostre, slot machine, auto scontro e quant’altro, ciò che conta è individuare attentamente ciò che si vuole dimostrare in relazione alle norme di riferimento ed organizzare accertamenti di polizia conseguenti. Questo vale soprattutto per le ordinanze in materia di incolumità pubblica e sicurezza urbana, avendo il legislatore stabilito, attraverso la regolamentazione ministeriale, in modo molto preciso, i criteri per motivare le ordinanze stesse.
In questo senso le azioni dirette e l’attività delle forze di polizia sono strategiche.
Così un’ordinanza che comporti la riduzione dell’orario di un pubblico esercizio sulla base di problemi di sicurezza urbana potrà definire dei comportamenti “di contorno” utili a migliorare la vivibilità, come per esempio l’obbligo di rendersi parte attiva per lo sgombero dagli avventori dalla strada pubblica prospiciente l’esercizio o la presa in carico, ai fini di un ‘tutoraggio’ preventivo, di persone in stato di ubriachezza, oppure più semplicemente, ma altrettanto efficacemente, l’obbligo di richiedere l’ intervento di organi di polizia quando i propri avventori siano incontrollabilmente dediti a comportamenti che generano insicurezza. Infine, le nuove ordinanze di cui all’articolo 54 TUEL possono valere come prescrizioni della singola autorizzazione di polizia, chiudendo un cerchio in quanto la violazione di tali prescrizioni diverranno sia oggetto di sanzione specifica che di valutazione per la revoca generale di cui all’articolo10 del TULPS.
Vi sono anche altre  forme di prevenzione/repressione dei fenomeni di disturbo alla quiete pubblica. Va sottolineato che il reato contestato e’ quello di cui al primo comma dell’articolo 659 Codice Penale che non richiede alcun superamento di soglie predeterminate purché la condotta sia idonea ad arrecare disturbo ad una serie indeterminata di persone. E’ del tutto irrilevante che una serie indeterminata di persone si sia lamentata effettivamente, quando la condotta sia in se’ idonea ad arrecare disturbo (Sez. III 1 dicembre 2005 n. 3678, rv. 233290; Sez. I 8 ottobre 2004, n. 40393, rv. 230643).
Nel caso segnalato, e’ condotta certamente idonea ad arrecare disturbo ad una serie indeterminata di persone, per la collocazione in centro abitato.

Fatta l’esposizione tecnica/giuridica, che sicuramente non sarà recepita da chi di dovere, altrimenti non saremmo giunti al capolinea…,  pongo delle domande.
Gli esercizi  che hanno l’attività sulle spiagge dovrebbero funzionare come stabilimenti balneari, o al massimo, da punti di ristorazione, mentre hanno preso la cattiva abitudine di funzionare come discoteche senza avere le necessarie autorizzazioni. Tutto questo con musica ad altissimo volume con impianti d’amplificazione potenti ed all’aperto fino alle 3-4 del mattino nonostante un regolamento comunale in vigore lo impedisca.

Per volere o incapacità del sindaco siamo diventati un paese senza leggi?

Le forze di polizia: guardia di finanza, carabinieri, vigili urbani, ausiliari della sosta, polizia di Stato, possibile che ignorino tale situazione? Quali funzioni ha la polizia di Stato chiamata in supporto  in questo comune?  Qualche pattuglia è di servizio dopo la mezzanotte? Oppure giocano dietro le deficienze degli ausiliari del traffico, controllano soltanto le signorine/signore al volante? Vivono in albergo a disposizione del sindaco o assessore di turno? Controllano i divieti di sosta nel centro abitato? Scortano i funerali? Pensano a disciplinare il traffico lungo la strada per la spiaggia Lentiscelle, nei pressi del lido dell’assessore Guzzo, ma non vedono che questi la fa da padrone occupando il triplo della concessione del lido e disponendo, con due figure losche, anche l’appropriazione di una larga fetta del parcheggio per la sua clientela. Queste e tante altre piccole servizi potrebbero anche rientrare nel servizio della polizia di Stato, però i veri problemi chi li guarda? I cittadini che lamentano i rumori molesti fino alle 3 -4 del mattino con volumi da discoteca che provengono dai lidi; i locali pubblici che chiudono a proprio piacimento; la droga che circola sul lungomare e nelle adiacenze dei bar; i motociclisti senza casco che scorazzano la notte, gli
automobilisti senza cintura; il pericolo del parcheggio selvaggio lungo la strada statale del Mingardo anche in prossimità delle gallerie; gli extra comunitari che occupano suolo pubblico, spiagge, vie e piazzette ponendo in vendita articoli vari e anche qualcos’altro…
Il cittadino vede, annota e segnala alle autorità ed ai giornali.

Signor Questore, il personale che ha inviato “in vacanza premio” a Marina di Camerota era in esubero? Perciò ha deciso di mandarli in vacanza con famiglia e fidanzate, in albergo sul lungomare, in gergo da “pastore”: in transumanza?  A Marina di Camerota, vi sono più forze di polizia che turisti.
In questo paese non c’è vera delinquenza; mentre, caos e anarchia c’è in abbondanza. Il sindaco, ha contribuito con la messa in scena degli ausiliari della sosta, che camminano con la testa tra le nuvole, fumano, si sdraiano sotto l’ombra, si ristorano con bottigliette al seguito, sostano nei pubblici esercizi, non sono in grado di fornire una banale informazione al turista, presidiano alcuni spazi ed al primo inconveniente girano le spalle e si dileguano. Insomma, come fare tutti i giorni un pic-nic al mare. Su queste creature “politiche”, frutto di promesse elettorali qualcuno se ne assumerà la responsabilità morale, civile, politica, mentre, sulla polizia di Stato no. E’ una istituzione, come carabinieri, guardia di finanza, che merita tutto il rispetto e non può essere “ utilizzata” in questo modo.
Signor Questore, l’attività svolta nel periodo estivo dai suoi collaboratori non gratifica né fa onore all’istituzione. Mentre, carabinieri, guardia di finanza, riempiono i giornali con articoli su servizi  specifici dopo l’entrata in vigore delle nuove norme del codice della strada e lavorano per la sicurezza, a Marina di Camerota tutto si può. Non solo per quel che riguarda il codice della strada, ma addirittura, la quiete pubblica è messa in discussione. Non si riesce, nonostante la presenza di “interforze”, a presidiare questa piccola fetta di territorio che è  “Marina di Camerota”. Per garantire maggior sicurezza, serve un tandem fra il potere del sindaco di emanare ordinanze e l’azione delle forze di polizia, per garantire un miglior presidio del territorio.
Ma per quanto si è constatato, è inutile rivolgersi al sindaco, ha già dimostrato scarsa preparazione e poca conoscenza dei suoi compiti istituzionali; figuriamoci se può interpretare e applicare i ‘poteri che ha’ in termine di sicurezza. “

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