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Un nuovo parroco a Camerota e l’avvocato scrive al Papa: “Voglio essere cancellato dai registri della Chiesa”

di Redazione

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una lettera giunta in redazione:

Lettera aperta a S.S. Benedetto XVI,

Ella perdonerà questo povero cattolico di una certa età che ha l’ardire di rappresentarLe le lacerazioni in cui si dibatte l’insignificante sua anima.
Prima ancora che S.S. GIOVANNI PAOLO II gridasse al mondo: << Aprite il vostro Cuore a Dio >>, il mio cuore – come tanti nell’età della mia fanciullezza ormai lontana – era aperto a Dio, nella semplicità dei poveri di spirito, come c’era tramandata dai Ns. avi.
All’età di 10 anni, con la guida spirituale dell’Arciprete Mons. F. Crispino, entrai nel Seminario di Policastro B/no, dove fui educato alla preghiera e all’obbedienza, all’amore per il prossimo e al sacrificio, dai sempre reverendi Sacerdoti Mons. Aguzzi; Mons. M. Fattoli; Arciprete Don Mario Carpentieri; Don Osvaldo Covone.

Soprattutto fui educato alla Fede, alla Speranza e alla Carità dall’imperitura figura di un Uomo più unico che raro per le Sue notorie eccelse virtù, un Santo.

Sua Ecc.za Mons. Federico Pezzullo Ultimo Vescovo della Diocesi di Policastro B.
Chi Le scrive è ora un padre di 4 figli a cui, con grande amore ha fin qui tentato di dare un’educazione improntata a quei Valori e l’insegnamento cristiano, tanto malgrado codesta Chiesa.
Mi volto indietro e vedo che era, quella, una grande Chiesa perché fatta d’uomini grandi e  grandi Sacerdoti, grandi pur nell’umiltà.
Ho tentato e tento di dare ai miei figli un insegnamento cristiano, sopportando l’ingiusto e doloroso divieto della < comunione > per chi è in regime  divorzile; di constatare una < Famiglia Cristiana > che non è più per  niente << cristiana >>; vedere con dolore i cristiani perseguitati da Timor Est ed altro senza che vi fosse alcuna voce sincera di protesta, mentre, con il Duomo vuoto di fedeli, il Sagrato di Milano veniva invaso da credenti di altra Fede all’uopo invitati da S. E. Cardinale Tettamanzi; e tanto altro ancora, non ultimo, come da Sua Santità più volte auspicato, di dare  contezza  del mio essere <<cristiano>> anche nella vita civile e nelle sedi politiche.
Finora la Fede ha retto e la Speranza è rimasta accesa, ma è bene che S.S. sappia che la Carità è stata spazzata via dal dolore per quelle innocenti ed indifese vittime sparse per il mondo, prima immolate e poi coperte a causa del più turpe dei delitti che un uomo, soprattutto se ministro di una religione, può commettere: la pedofilia.
Forse anche qui, in questo piccolo paese del Cilento, vi sono padri e padri che tremebondi  temono per i propri  figli.
 s., esprimere ad Ella la  solidarietà per le  ingiuste , gravi, diffamanti , vergognose accuse che sono state   rivolte alla S.V. , costituiscono  un atto  umano  doveroso e sinceramente cristiano, ma ciò non toglie che  codesta Chiesa  appare e si mostra sempre meno Una, Santa, Apostolica, Romana, come dimostra  la  fuga da essa di tanti, anche verso altre forme religiose o fideistiche
La   Chiesa ha coperto per mezzo di molti Suoi Vescovi i gravi peccati  dei  propri  Sacerdoti; la  Chiesa ha tollerato e tollera per mezzo dei  Suoi Vescovi che i Suoi Ministri di culto  apparissero  sempre meno Ministri e sempre più uomini di mondo; i Vescovi della Chiesa hanno permesso e permettono che i Suoi  Ministri fossero sempre meno uomini di Chiesa e sempre più  uomini di spettacolo, poco importando la spiritualità dei fedeli offesa ogni minuto.
Anche in questa terra  del Sud , Diocesi  di Policastro–Teggiano, i suoi Vescovi hanno permesso e permettono, scientemente, che un suo ministro  abbia il suo ministero come un optional, essendo invece dedito –forse  con  loro soddisfazione – a  promuovere spettacoli e a dichiararsi  pubblicamente appartenente ad una formazione politica che per sua stessa definizione <<è   atea>> e  quindi contraria non tanto all’insegnamento dei valori cristiani ma della  stessa  esistenza  di  Dio, così  affermandone  la  Sua  negazione.

Mi sorge, dunque, forte il dubbio, se questi Vescovi della Chiesa non fossero gli ultimi epigoni di quel Gramsci che propugnava l’occupazione dei centri di potere tout  court, siano  cioè  degli infiltrati  o , ancora e meglio,   i  <<  lupi  vestiti con il manto  di agnello >>.

Sorge   un  dubbio  feroce che porta  ad una limpida  e  chiara   domanda  per S.E.   Mons.  B. Schettino ,  già  Vescovo  di Policastro-Teggiano : quando e in quale  seminario  tale  sacerdote  di nome Gianni ha frequentato e reso gli studi per apprendere per lo meno i semplici elementi della pazienza; dell’umiltà ; del rispetto per i vivi  e per i morti — stante  le sue cadenzate  bestemmie — ; dell’amore per il prossimo e…. di tutto quanto fa   parte del patrimonio di un… cristiano timorato di Dio ?

Sorge spontanea altra domanda per lo sciente S.E. Mons. A. Spinelli:
Fu vera volontà di Don Antonio quella di lasciare a tempo indeterminato la Parrocchia S. Alfonso ? O si sono studiati  tempi e  circostanze ?
I pubblici pianti che lo stesso ha versato nelle omelie dell’ultimo suo comune triste giorno da Parroco suscitano fortissimi dubbi!
S.S. Benedetto XVI, ecco alla fine il punto finale del sovra esteso dire:
Se questa è la chiesa d’oggi, dove la Verità non è più di casa, QUESTA non è, non può essere più, la mia Chiesa !
La mia Chiesa è quella del Cristo Evangelico, questa è quella che aspetta l’anticristo.
Non ci può essere più la cacciata dei ladroni dal Tempio.
E’ anche finito il tempo in cui andava di moda il detto <fai come dico e non come faccio>, il popolo di Cristo vuole certezze.
S.S. la Speranza è spenta e la Fede è morta grazie a tanti Vescovi e a molti suoi ministri, tutti che fanno festa e meeting  mentre  il Titanic  affonda.
Sua Santità, dov’è ormai la Resurrezione. Chi annuncia piu’ la Verità?
La presente per dichiarare ad Ella, in modo ufficiale e pubblico, quale massima autorità della Chiesa e sciente della responsabilità della mia dichiarazione e delle sue conseguenze, che io sottoscritto Adolfo Domingo Scarano, nato il 19.01.1948, facente parte della Parrocchia di S. Alfonso in Marina di Camerota ed ivi residente alla Via Bolivar, 28, che con effetto immediato venga cancellato il mio  nominativo da ogni e qualsiasi registro  della detta Parrocchia e di quelli eventualmente esistenti presso la Curia già di Policastro Bussentino e di Teggiano ora, quali quelli di Battesimo e Cresima , perché non più unito da vincoli di fede e di comunione con la Chiesa cattolica, vincoli che vengono sciolti e rotti con il presente atto,  disponendo che in caso di mia morte le mie spoglie vengano sepolte in luogo  non consacrato.-

Dio assista i puri di cuore e preservi i deboli dalle prepotenze !

    

Marina di Camerota (SA), lì 17.09.2011 Avv.  Adolfo Domingo Scarano

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