Se quel colpo non fosse stato esploso avrebbe compiuto oggi 62 anni: omaggio ad Angelo Vassallo

Se le cose fossero andate diversamente il 5 settembre 2010, quando è stato ucciso con nove colpi di pistola, oggi Angelo Vassallo avrebbe compiuto 62 anni. Il Sindaco Pescatore di Pollica, che ha segnato indelebilmente la storia della cronaca cilentana, è scomparso 5 anni fa, ma nessuno lo ha dimenticato. Il Giornale del Cilento gli rende omaggio con un ricordo, uno stralcio di «Lettere dal Sud», il libro scritto da Gian Carlo Marchesini e pubblicato l’anno dopo l’assassinio del sindaco di Pollica. Che rimane tutt’oggi impunito. 

 

Non più vostro.

Ora sfilate tutti a rendermi omaggio spendendovi in elogi e orazioni. Ma dove eravate, voi che oggi accorrete solleciti, quando mi impegnavo a far rispettare regole e leggi, e mi opponevo direttamente e fisicamente all’abuso, allo spaccio, a ogni forma di arricchimento illecito? La verità è che, ostacolando i disegni e gli appetiti di piccoli e grandi malavitosi, rompevo le scatole a troppi.

Oh, non dubitate, sapevo di espormi a seri pericoli. Ma quanti di voi, che oggi vi mostrate così solidali e addolorati, hanno nei loro luoghi e contesti assunto la propria parte di responsabilità e rischio? Io ho guardato negli occhi chi mi ha sparato, vi assicuro che non ho visto un solo e isolato individuo. Io sono stato ammazzato ogni volta che voi, per favorire qualche interesse privato e arricchire qualche individuo, avete fatto mercimonio del bene pubblico. Avete armato la mano del mio killer ogni volta che avete abbassato la guardia e girato lo sguardo, e non avete impedito traffici illeciti e devastazioni ambientali. Avete mirato al mio petto ogni volta che non siete intervenuti a tutelare  i diritti dei cittadini indifesi,  a ostacolare prepotenze e abusi dei più forti. Avete premuto il grilletto ogni volta che non avete fatto nulla per impedire che prevalesse la logica del malaffare e del privilegio. E in effetti, alla fine soltanto io mi sono preso i sette colpi in petto.

Ma insieme ai colpi di pistola che mi hanno tolto la vita sono state anche la vostra condotta rinunciataria e la latitanza ad essere smascherate. Come volete che in un Paese come il nostro sia tollerato un sindaco rigorosamente onesto di un paesino del Cilento, quando i malavitosi manifesti, i capibanda denunciati, indagati, processati e condannati siedono impuniti sui più alti scranni ricoprendo prestigiosi ruoli istituzionali?

Io mi chiamo Angelo Vassallo, sono stato eletto tre volte sindaco dal popolo, non mi sono mai prosternato o prostituito ai potenti, a costo di apparire fanatico ed eccessivo, fuori dai ranghi e dal coro. Non voglio orazioni e commemorazioni, ma che la mia fine violenta si trasformi in giuramento che ognuno fa in cuor suo nel rispettare, dovunque e in qualsiasi responsabilità e ruolo, le regole del vivere civile. Perché la vera rivoluzione in questo Paese consiste oggi nell’affermare che l’interesse generale viene prima di quello privato e personale, il bene pubblico sopravanza tutti gli altri, la libertà vera non è quella che favorisce la cupidigia del più forte, ma coincide con il rispetto e la tutela dei diritti della maggioranza. E le risorse – l’acqua, l’aria, il mare, il suolo, i boschi e la natura intera – ci sono state prestate perché noi le lasciamo ai nostri figli migliorate, non devastate o impoverite.

Lasciatemi infine dire che chi non si pone qualche domanda, come io faccio in questa lettera, vuol dire che dentro è più morto di quanto io non sia. E se così fosse,  questa per il Paese sarebbe la vera tragedia.

Non più accanto a voi, e non più vostro:

Angelo Vassallo.

 

Gian Carlo Marchesini ha curato un’antologia su I Nuovi termini della Questione Meridionale (Savelli 1974); ha scritto Mia Cara (Feltrinelli 1979); Maratea, dichiarazione d’amore per un luogo (Agra 1996); Intervista immaginaria a Francesco Saverio Nitti (Agra 1999); Verso un mondo globale (Plectica 2001); Colui che non è diventato (Plectica 2002);L’impresa etica e le sue sfide (Egea 2003); Quando. Trecento proposizioni per interrogarci sul futuro della scuola (Meltemi 2005); Un anno nella vita (Plectica 2009), Shock Brasil (Zines 2009), Compagno di viaggio (2010) e Lettere dal Sud (2011), dedicato ad Angelo Vassallo. Vive e lavora a Roma.