Abbattimento ecomostro di Montecorice, ruspe in azione alle Ripe rosse (FOTO)

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Giù gli ecomostri sulla collina delle Ripe Rosse a Montecorice. Dopo 32 anni di richieste di demolizione e battaglie davanti ai giudici amministrativi, quelle che dovevano diventare villette in un’area di grande importanza ambientale, sono pronte per essere demolite. «Un evento storico per il territorio di Montecorice», commenta il sindaco Pierpaolo Piccirilli, che con il direttore dei lavori e responsabile della sicurezza, l’ingegnere Vincenzo Di Luccia, segue attentamente le operazioni di demolizione della ruspa. E in una settimana dovrebbe essere completato tutto. Nel pomeriggio di lunedì la prima struttura è andata giù. Il progetto, curato dall’architetto Mario Giudice, prevede, oltre alla demolizione delle quattro opere abusive, il ripristino dello stato originale dei luoghi, attraverso tecniche di ingegneria naturalistica quali il sistema Terramesh, le biostuoie e la particolare tecnica dell’idrosemina. Ma questa sarà la fase successiva.

La storia degli ecomostri di Montecorice ha inizio nel 1981, quando il costruttore Angelo Russo ha ottenuto la concessione edilizia per la costruzione di ville plurifamiliari, su una superficie di quasi 5mila metri quadri in località Pennino della frazione Case del Conte, nel comune cilentano. Dopo 31 anni, nel dicembre del 2012, è arrivato il verdetto finale. Il consiglio di Stato, infatti, ha confermato la legittimità dell’ordinanza di demolizione. Sarà lo stesso costruttore a seguire i lavori di abbattimento delle quattro strutture che dominano una delle aree a picco sul mare più incontaminate del Cilento, la collina delle Ripe Rosse. «Questi segnali – fa sapere Michele Buonomo di Legambiente Campania – dimostrano come, probabilmente, sul piano culturale la battaglia contro l’abusivismo edilizio si sta vincendo ma non si riuscirà a fermare il fenomeno finché non la si vincerà anche sul piano politico. La notizia ci infonde nuova forza per continuare la nostra battaglia per la bellezza, che è la più grande risorsa del nostro Paese».

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