Tribunale Sala, ex sindaco indagato. Si difende: «E’ azione che vuole coprire fallimenti di una riforma ‘epocale’»

L’ex sindaco di Sala Consilina, Gaetano Ferrari, è indagato per vicende collegate alla chiusura del tribunale del Vallo di Diano. I carabinieri gli hanno notificato l’avviso di conclusione indagini: il reato contestato dalla procura di Lagonegro è «interruzione di pubblico servizio». A qualche giorno di distanza dalla notizia, l’ex primo cittadino si difende e spiega sul social Facebook la vicenda partendo dallo scorso settembre. 

Ecco il post di Gaetano Ferrari sul suo profilo Facebook

Ad un anno dai drammatici giorni della chiusura del Tribunale di Sala Consilina, la procura di Lagonegro mi ha fatto notificare, insieme al Dirigente dell’area Tecnica del Comune, l’ingegner De Nigris, la fine delle indagini preliminari, ipotizzando l’interruzione di pubblico servizio in concorso di colpa, in quanto, nella funzione di Sindaco pro-tempore, mi sono rifiutato di consegnare le chiavi del Tribunale, poiché non avevo ricevuto le dovute garanzie, da parte delle autorità amministrative del Comune di Lagonegro, a salvaguardia degli utenti e cittadini del territorio di competenza del foro Salese.

Chi ha vissuto in prima fila quei giorni ricorda la tensione e la rabbia che c’era e l’importanza di mantenere i nervi calmi, affinchè si evitasse che una civile protesta potesse degenerare, mettendo contro cittadini e organi dello Stato. Questo non è avvenuto, malgrado l’intervento da padrone di qualcuno, solo grazie alla civiltà del popolo del Vallo e al sangue freddo dei rappresentanti delle forze dell’ordine.

Oggi si vuole ritornare a quei giorni, con la presunzione e l’arroganza dei vincitori. Si è aspettato che non fossi più Sindaco, ma, soprattutto, che scadesse il tempo previsto nel Decreto Legislativo per emettere i decreti correttivi. E’ un’azione vendicativa, indegna e vigliacca, che colpendo gli apici politico-amministrativi dell’Amministrazione dell’epoca di Sala Consilina, vuole ulteriormente colpire tutta una città che continua ostinatamente a lottare, affinchè una totale ingiustizia venga corretta.

E’ un’azione che vuole coprire i fallimenti di una riforma “epocale”, che ogni giorno che passa viene smascherata nel suo “epocale” e totale fallimento, come dimostra il fatto che la riforma della Giustizia è sempre al primo posto nell’Agenda di Governo e nelle richieste che provengono dall’Europa.

Ed è un’azione messa in atto da chi vuole coprire soprattutto le proprie carenze e mancanze, che hanno permesso di perpetrare uno scempio al buon senso, alle leggi e al valore assoluto della Giustizia. Basta vedere i continui rinvii e l’allungamento dei tempi di risposta di giustizia rispetto a prima. Assolutamente non mi arrenderò e invito tutti a sostenere ancora con più unità e con più forza questa battaglia di civiltà, che deve impedire che la Giustizia venga calpestata e che i territori delle aree marginali vengano condannati al declino definitivo.

Invito di nuovo tutti i parlamentari e soprattutto coloro che sono stati nominati nelle circoscrizioni, che hanno subito l’inutile e dannosa chiusura, di qualsiasi schieramento, ad un atto di orgoglio ed a tutelare le aree interne impedendo che vengano attivati provvedimenti basati su facili semplificazioni. Non è con la chiusura di 33 Tribunali o con l’applicazione di un principio di applicazione di ferie uguali ai comuni mortali, che si riforma la Giustizia, ma con leggi giuste che devono essere applicate, garantendo, in tempi brevi, l’eguaglianza dei cittadini e la certezza della pena.

Voglio rivolgere un ulteriore invito specifico anche al Presidente della Regione Campania: non è mai troppo tardi per difendere dei cittadini Campani, che sono stati di fatto trasferiti in un’altra Regione. Oltre alla Giustizia se ne sta andando anche la ricchezza di un territorio, anticamera per l’addio di tanti giovani. Siamo l’unico caso in Italia e credo che il Presidente della Regione ed i suoi Consiglieri dovrebbero essere in prima fila per far sì che si torni ad essere parte attiva della nostra Regione.

Nei prossimi giorni attiverò tutte le azioni possibili e a tutti i livelli per tutelare la mia persona e quella dell’Ing. De Nigris, al quale chiedo personalmente scusa per questa chiamata in correità, che non capisco e non riesco a spiegare, ma, soprattutto, lo ringrazio perchè ha sempre permesso un corretto e sicuro utilizzo del Tribunale, attuando i lavori necessari e dotandolo di tutte le autorizzazioni previste nel pieno rispetto delle norme di legge, valorizzando e difendendo un patrimonio della collettività

Assolutamente, un atto giudiziario non può spaventare chi si è comportato con correttezza e con trasparenza, ma deve spaventare chi lo ha messo in essere, perchè alla fine credo e crederò sempre che la vera Giustizia vince sempre e anche questa volta sarà così.