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Vallo di Diano. Un concorso di idee per un Museo a cielo aperto: Il Parco a Ruderi di Auletta

di Lucia Cariello

Il 26 novembre alle 10,00 sarà presentato in una conferenza stampa presso il Palazzo dell’Innovazione e della Conoscenza di Napoli il concorso internazionale di idee con cui il Comune di Auletta, la Fondazione Mida col suo Osservatorio permanente sul dopo sisma e Rena (Rete per l’eccellenza nazionale), intende disegnare il futuro del “Parco a ruderi” di Auletta.

Il Comune ha da alcuni anni acquisito a patrimonio dell’Ente l’intero centro storico del paese, abbandonato a seguito del sisma del 1980.

Successivamente ha provveduto, con apposito intervento, a metterlo in sicurezza, salvaguardandone le caratteristiche architettoniche ed urbanistiche, così come squassate dal terremoto, suturando senza cicatrizzare, qualificando la zona come una sorta di museo della cultura materiale a cielo aperto, un Parco a ruderi.

Con un finanziamento disponibile di €. 2.500.000,00 ora si sta procedendo a destinarne alcune stanze per la ricettività diffusa.

Ma gli attori di questo intervento, ora, chiedono sostegno alla comunità scientifica internazionale, per fare di quel sito un modello di sviluppo innovativo.

Una maggiore e più efficace soluzione di uso, con definizione del modello gestionale maggiormente efficiente ed integrato con il territorio e con maggiori opportunità di commercializzazione, è il tema del concorso internazionale di idee, il cui bando sarà l’oggetto della conferenza stampa, a cui prenderà parte anche il governatore della Campania, Stefano Caldoro.

La Fondazione MIdA, i cui soci promotori sono la Regione Campania, la Provincia di Salerno ed i Comuni di Auletta e Pertosa, ha nel proprio Statuto la gestione del parco a ruderi suddetto.

Pertanto ha avuto cura di coinvolgere l’Associazione RENA, per la collaborazione sulla definizione e gestione del bando.

Attraverso il bando, RENA stimolerà la generazione di idee di impatto sostanziale e sostenibile per la rinascita della città di Auletta e diffonderà l’informazione presso un vasto pubblico, che si faccia a sua volta promotore della nuova Auletta e del Parco a Ruderi.

L’obiettivo del Bando di Idee è quello di intercettare idee di sviluppo locale applicate alla realtà del Parco a Ruderi, nuove e fattibili, attivando una procedura democratica di altissimo potenziale che in Italia troppo spesso è caratterizzata da disfunzionalità e utilizzi erronei che ne hanno pregiudicato l’efficacia e compromesso la percezione.

L’idea è di istruire una procedura concorsuale aperta, basata sulla trasparenza e sul principio che quanto più efficacemente un bando è scritto tanto migliori saranno le condizioni con cui i partecipanti potranno rispondere alle richieste.

Il bando di concorso, redatto a valle di un processo di analisi e fattibilità complesso, è da considerarsi uno strumento strategico per la trasformazione di un territorio: tanto per la capacità di mettere a fuoco e ricercare risposte su tematiche complesse, tanto per la sua capacità di generare comunità e soluzioni collettive attorno a questi obiettivi.

ll concorso è aperto a progettisti provenienti da tutte le discipline che possano prendere parte a un processo di trasformazione urbana: progettisti, analisti urbani, scienziati sociali, esperti di sostenibilità (sociale, ambientale, economico/finanziaria), gestori di processi, esperti di management, innovatori sociali.

Condizione favorevole per la buona riuscita del concorso sarà la presentazione di proposte interdisciplinari nella forma e nelle soluzioni: gruppi che raccolgano competenze diverse al loro interno sono formazioni ideali per partecipare.

Il valore aggiunto del concorso di idee è sicuramente legato alla sua natura.

Si tratta di un Bando “inclusivo” e non “esclusivo”.

Le migliori idee pervenute infatti saranno discusse con la popolazione, la giuria ed eventuali stakeholders nazionali e internazionali, nel corso di un workshop di tre giorni che si terrà ad Auletta nel mese di Febbraio 2012.

Nel corso del workshop i progettisti potranno effettuare un sopralluogo tecnico ed “emozionale” e verificare la reale fattibilità della proposta o altrimenti rielaborarla alla luce delle riflessioni emerse dai raffronti “locali”.

Inoltre, l’idea di un workshop partecipato è anche quella che si possa innescare un processo di “contaminazione” reciproca tra i gruppi concorrenti e che si possa giungere ad una idea di sintesi collettiva.

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