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Lo scoglio di S. Francesco ad Agropoli. Quando sono i Comuni a richiedere l’apposizione di vincoli

di Laura Del Verme

Forse non tutti sanno che attualmente i beni di rilevanza nazionali presenti nell’elenco stilato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali sono circa 60.000. La lista ha origini antichissime, il primo elenco di monumenti della Nazione fu istituito con la legge n. 3096 del 1866 e dichiarava l’obbligo per lo Stato italiano, dopo la soppressione degli ordini monastici, di conservare, impedendone la vendita, alcuni siti monumentali appartenuti al clero, si tratta delle Abbazie di Montecassino, di Cava de’ Tirreni, di San Martino della Scala, di Monreale e della Certosa di Pavia. A partire da questo momento, altri monumenti di valore inestimabile e complessi monumentali di rara bellezza furono aggiunti, per Decreto Regio, alla lista; tra questi compare, già dal 1903, uno scoglio, quello di Quarto, rientrato in seguito a decreto, a firma dell’ammiraglio Carlo Mirabello – che fece della marina italiana la terza d’Europa con la sua prodigiosa attività di Ministro –  insieme all’isolotto di Caprera. Oggi, il sindaco di una moderna cittadina turistica, Agropoli, propone di aggiungere, a questa laica e recente memoria, una ben più radicata e sentita tradizione, quella che lega S. Francesco alla sua città, riaffermando con energia e passione, i valori del Cristianesimo; intervistato sull’argomento afferma con orgoglio: “l’art. 136 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio individua luoghi ed aree di notevole interesse pubblico che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale, singolarità memoria storica, lo scoglio di S. Francesco, ubicato nell’area marina antistante la terrazza occupata dell’omonimo Santuario rappresenta un eccezionale documento relativo alla tradizione che colloca il Santo di Assisi nel Sud d’Italia ed inoltre, in Italia, nessun altro luogo più vantare la presenza della stessa tradizione”. Agropoli, infatti, compare nelle più antiche fonti che riguardano le predicazioni del Santo di Assisi, gli annali dei Frati Minori.  Come molti sanno, nell’anno 1222, il lunedì di Pasqua, Francesco raggiunse uno sperone roccioso affiorante fra le onde, mentre in cima al sovrastante pianoro la folla s’interrogava sui suoi reali propositi, ignara che di lì a poco avrebbe assistito a un evento miracoloso che avrebbe dimostrato inequivocabilmente la presenza sovrannaturale di Dio.
Questa tradizione più che mai viva e sentita, rivendica con forza uno spazio all’interno della variegata compagine che ha posto delle basi della nostra identità nazionale, affermando la forza di un itinerario religioso che legando Assisi e Agropoli, si candida a diventare asse di un moderno pellegrinaggio.



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