I Profugy fra i 10 finalisti del premio Botteghe d’Autore di Albanella: ecco l’intervista

«Raccontiamo persone passate inosservate. Raccontiamo convenzioni. Raccontiamo indifferenza. Raccontiamo pregiudizi. Raccontiamo chi siamo. Raccontiamo storie. Raccontiamo»: così si presentano I Profugy, band in bilico fra pop-folk, reggae-ska e acustica. I Profugy sono fra i 10 finalisti del premio Botteghe d’Autore che si disputerà ad Albanella l’8 agosto, prima del concerto di Peppe Barra. Per l’occasione li abbiamo intervistati.

D: Prima di tutto presentatevi ai nostri lettori.

R: Siamo i Profugy, folk band napoletana. Max Lauritano /voce e chitarra – Luca Buonaiuto /basso – Francesco Pandico /batteria – Francesco Petrone /chitarra.

D: Suonerete in finale al Premio Botteghe d’Autore, ad Albanella: come avete conosciuto la manifestazione e come sono andate le selezioni?

R: La manifestazione ci è stata indicata da un nostro amico che segue un po’ tutti gli spettacoli campani. Cosi abbiamo proposto la nostra candidatura al concorso e, con piacere, è stata accettata.

D: Parlateci del brano che porterete in gara.

R: Il brano selezionato s’intitola “Nun da’ retta”. È un pezzo compreso nel nostro EP “La nostra comunità”, uscito lo scorso ottobre, di cui nel febbraio 2016 è uscito anche il videoclip ufficiale che può essere visionato su Youtube. La canzone è stata scritta più di quattro anni fa e, come tutte le canzoni composte da noi, è nata da un avvenimento o un incontro che in qualche modo ha suscitato sensazioni forti, a tal punto da tramutarle, appunto, in canzone. Questa in particolare è stata scritta dopo una la rottura di una relazione. La canzone però non parla d’amore, bensì dell’imprevedibilità della vita, di come essa sia tremendamente incerta e instabile. Parla del dare e avere che nella maggior parte dei casi non è mai di ugual misura, fino ad arrivare a svariate conclusioni per lo stato d’animo di quando è stata scritta, addirittura cercando spiegazioni in una sorta di “superstizione”. Infine l’esclamazione “Nun da’retta” funge da esortazione al non curarsi di ciò che succede, ma paradossalmente godersi quello strano stato d’animo.

D: Cosa deve aspettarsi il pubblico di Botteghe d’autore dalla vostra performance?

R:  Eseguiremo solo “Nun da’retta” e fortunatamente è una canzone che, nel bene o nel male, lascia sempre il segno. Si può dire che questo brano esce un po’ fuori dai nostri schemi musicali. I nostri concerti sono all’insegna del divertimento con sonorità folk. Questa invece è una ballata, una canzone da ascoltare in silenzio, magari canticchiare il ritornello e, perché no, immedesimarsi in ciò che diciamo.

D: Progetti attuali e futuri?

R: In questi caldi giorni siamo in pieno tour estivo. Ma nello stesso tempo siamo alle prese con la realizzazione di un videoclip di un singolo che uscirà a settembre e le registrazioni del nostro disco che si prevede uscirà per l’inizio del nuovo anno.

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