Capaccio, amministrazione contro Pd: «Da sempre valorizziamo il sito Unesco di Paestum»

Riceviamo in redazione la lettera dell’amministrazione comunale di Capaccio riguardo «le denigrazioni» che, a detta della giunta, avrebbe avanzato il locale circolo del partito Democratico. Pubblichiamo la missiva integralmente di seguito che riguarda il sito archeologico difeso dall’Unesco dell’antica città di Paestum:

Chi conosce la storia del Comune di Capaccio dovrebbe sapere che tutte le amministrazioni, dall’800 in poi, sono intervenute con meritorie iniziative infrastrutturali e culturali per valorizzare l’antica Paestum, perla della Magna Graecia e percorso apprezzato del Grand tour oggi sito Unesco. Solo una bieca denigrazione, ricercata a tutti i costi verso l’amministrazione e il suo sindaco, conduce a valutazioni proprie dell’ignoranza. La tanto vituperata opera pubblica  che dalla ex Cirio va fino a Torre di Mare, dopo l’oblio del disinteresse, durato a lungo, grazie all’impegno dell’amministrazione comunale sarà realizzata, e ciò per l’avvenuta  riassegnazione del finanziamento dopo la revoca. L’iniziativa, come gli smemorati di turno potranno verificare, fu avviata con delibera di Giunta Comunale n. 186 del 4 giugno 2003, fu ripresa con delibera di Giunta Comunale n. 386 del 20. 09.2010 e sarà realizzata grazie alla delibera di Giunta Comunale n. 155 del 19 aprile 2013.

Tali atti testimoniano la costante e  corretta attività degli interventi nell’area dell’antica città di Paestum, interventi che travalicano i meschini steccati della speculazione politica oggi maldestramente resuscitati. I signori del circolo PD di Capaccio hanno contestato finanche la realizzazione del sottopasso. La realizzazione del sottopasso ferroviario di Paestum, a 10 anni dalla chiusura del passaggio a livello, consentirà finalmente di ricollegare le due zone separate della piana ed il Capoluogo uscito fortemente penalizzato da quella chiusura. L’amministrazione comunale  ha dato soluzione a queste due importanti opere infrastrutturali che risultano funzionali alla viabilità, alla circolazione ed agli interessi turistici generali del territorio comunale. Il tentativo di accreditarsi come  difensori delle istanze localistiche denota cattiveria politica, demagogia e mancanza di cognizione sul futuro dello sviluppo urbano che  richiede la riaggregazione funzionale dei borghi esistenti e la formazione di una città moderna capace di governare i futuri processi di sviluppo territoriale, cosa questa che sarà garantita con l’approvazione del Puc secondo le direttive  approvate dal Consiglio Comunale.

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