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San Pietro al Tanagro. Costringevano la figlia a prostituirsi

di Lucia Cariello

Orrendo caso di pedofilia.

Una bambina di 13 anni è stata costretta dai genitori a vendersi per pochi euro.

Il presunto caso di pedofilia si sarebbe consumato a San Pietro al Tanagro, dove una coppia di genitori avrebbe accompagnato la propria figlia di 13 anni a “lavorare” nei campi di un uomo che, invece, avrebbe abusato in maniera continuativa della piccola.

Alla sbarra i genitori della bambina che si è costituita parte civile nel provvedimento attraverso l’avvocato Annalisa Buonadonna, accusati entrambi di induzione e sfruttamento della prostituzione minorile.

Durante l’udienza sono stati ascoltati l’assistente sociale in servizio presso la struttura alla quale la piccola è stata affidata e una delle professoresse della scuola frequentata dalla piccola.

Quest’ultima  ha, inoltre, dichiarato di aver ricevuto serie minacce da parte di ignoti che la “avvertivano” affinchè stesse attenta a ciò che avrebbe riferito in aula.

Il processo è stato rinviato al prossimo 14 dicembre quando saranno ascoltati i militari che hanno proceduto a verbalizzare le intercettazioni telefoniche tra i genitori, la bambina e il contadino di 73 anni che ha abusato della piccola, già condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione con il giudizio abbreviato.
 
L’inchiesta, condotta dal Pubblico ministero Paternoster, era nata nel 2009.

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