Concorso vigili urbani Ascea, processo entra nel vivo: ora ricostruire la vicenda

Si è svolta ieri a porte chiuse, in camera di consiglio, la prima udienza per il processo sul caso dei vigili urbani di Ascea. La linea difensiva del comune è quella già annunciata, ribadire cioè la conformità degli atti del concorso che si è svolto secondo quanto previsto dal bando. È stato integrato il contraddittorio con tutti i 370 ammessi al concorso. Alla fine tutto è stato rimandato al 24 settembre. A difendere le parti del comune di Ascea gli avvocati Pasquale D’Angiolillo e Antonio Brancaccio. Gli interessi dei due vincitori del tanto contestatto concorso, Sabrina D’Angiolillo e Domenico Basile si è costituito in giudizio il legale Antonio Bruno, Demetrio Fenucciu rappresenta invece le due ricorrenti. Il processo è ancora in una fase cautelare, ed è da capire cosa sia successo.

I fatti L’ultimo concorso indetto dal comune per selezionare due nuovi tutori dell’ordine pubblico non è andato bene. Il due maggio era in programma la prima selezione per gli aspiranti vigili, selezione finita poi in parapiglia. Successivamente fu stabilita la nuova data per preselezioni e prove, lo stesso giorno il sindaco annunciava un esposto alla procura per quanto accaduto. Basta aspettare qualche giorno per vedere poi spuntare dei manifesti contro l’amministrazione nei pressi del cimitero. Arriva il primo luglio e, dopo una dura risposta del sindaco D’Angiolillo alle parole del consigliere Criscuolo ecco arrivare due ricorsi al tar da parte di due dei partecipanti al bando. Pochi giorni fa altri attacechi anonimi all’amministrazione. Sembre ne pressi del cimitero ecco spuntare altri manifesti, annunci funebri della democrazia, in cui si paragona il sindaco Pietro D’Angiolillo ad un virus.

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