Morto in ospedale dopo Tso, i familiari accusano i vigili urbani

Anche la procura di Vallo della Lucania si occuperà della morte di Massimo Malzone, il 35enne di Montecorice morto dopo un tso a Sant’Arsenio. L’avvocato Michele Capano per i familiari del giovane ha presentato oggi un esposto per denunciare le presunte illegalità commesse ai danni di Malzone da parte dei vigili urbani di Montecorice il 26 maggio prima del ricovero.  Lunedì i familiari depositeranno una memoria alla procura di Lagonegro dove è già stata aperta una indagine. Ora si attendono gli esiti della relazione autoptica che è stata disposta per offrire spunti investigativi circa alcuni episodi che si sono verificati nel corso della decenza a Sant’Arsenio di Massimo.

I fatti La mattina del 28 maggio, appena aveva visto il personale medico che avrebbe dovuto sottoporlo al trattamento sanitario obbligatorio, Massimo era andato in escandescenza: oggetti contro i presenti, poi con una spranga di ferro aveva sfasciato l’auto di servizio della polizia locale di Montecorice e infine, tentato di investire il medico del centro di igiene mentale di Agropoli. Una volta calmato era stato portato all’ospedale di Sant’Arsenio, dov’è morto. L’autopsia del medico legale, Adamo Maiese, ha subito escluso violenza sul suo corpo, niente fa pensare a maltrattamenti in ospedale ma la magistratura vuole vederci chiaro e ha aperto un fascicolo. Ora bisogna attendere l’esito degli esami tossicologici e istologici, chiariranno le cause della morte di Malzone.

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