Capaccio, morte piccolo Gennaro: pm chiede archiviazione

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Si ritorna a parlare del caso del piccolo Gennaro, il bimbo deceduto nel grambo della mamma, Maria Rosaria Voza di Capaccio il 23 febbraio scorso all’ospedale di Battipaglia. Il pm Fittipaldi, infatti, ha presentato richiesta di archiviazione del caso al gip dopo la relazione dei consulenti che ritengono «una sostanziale casualità degli eventi e per l’assenza di responsabilità penale nell’operato dei sanitari». Ma i genitori del piccolo (Luciano Monte e sua moglie Maria Rosaria) non si arrendono e fanno sapere per bocca del loro legale Marco Nigro che si opporranno all’archiviazione presentando una relazione medico legale attraverso la quale chiederanno nuove indagini e il rinvio a giudizio.

All’epoca del fatto, infatti, il sostituto procuratore Francesco Rotondo emise nove avvisi di garanzia nei confronti di medici e infermieri del nosocomio di Battipaglia, ma terminata l’inchiesta il pm ritenendo non sufficineti le responsabilità penali chiede l’archiviazione del caso.

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Maria Rosaria Voza (33 anni) viene ricoverata presso l’ospedale di Battipaglia per dare alla luce il piccolo Gennaro. La gravidanza fino a quel momento procede con tranquillità. La donna, infatti è giunta alla 42esima settimana senza problemi. Poi, però, tutto precipita nel giro di poche ore, quando il quadro clinico improvvisamente si aggrava. La donna viene sottoposta a un parto cesareo d’urgenza, ma per il bambino non c’è nulla da fare, nasce privo di vita. Ne segue una denuncia presentata dal papà, Luciano Monte, ai carabinieri di Battipaglia e l’apertura di un’inchiesta che ha visto iscrivere nel registro degli indagati nove persone, tra medici e infermieri.

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