E’ polemica sull’atto aziendale dell’Asl, possibile riapertura Agropoli ma disagi per Sapri e Roccadaspide

Polemica aperta in seguito alla pubblicazione, da parte dell’Asl Salerno, della bozza di atto aziendale per le valutazioni ed emendamenti. Dei presidi cilentani cambia il numero dei posti letto per acuti attualmente sussistenti con 212 per Polla, 20 per Roccadaspide e Agropoli,  322 per Vallo della Lucania, e 114 per Sapri. Mentre i distretti sanitari, della zona cilentana, saranno Sapri,  ‘Capaccio-Roccadaspide’ e ‘Vallo della Lucania – Agropoli’. Prevista la possibile riapertura del presidio ospedaliero di Agropoli.

I risultati dell’atto aziendale sono stati realizzati in base alle seguenti caratteristiche territoriali dei 158 Comuni della provincia di Salerno:

 -21 con un elevato grado di urbanizzazione e una popolazione residente pari al 56% del totale; 

-40 con un livello medio di urbanizzazione e una popolazione residente pari al 23%;

-97 con un basso livello di urbanizzazione e una popolazione residente pari al 21%.

L’area con livello medio di urbanizzazione è localizzata a ridosso di quella metropolitana, lungo la costa cilentana e del Vallo di Diano. Mentre l’area a basso livello di urbanizzazione è localizzata prevalentemente nelle zone della collina e della montagna interna, area Cratere, Cilento Interno e Vallo di Diano.

Roccadaspide da 70 posti scenderà a 20 posti con conseguente chiusura dei reparti di chirurgia, ortopedia e cardiologia. Girolamo Auricchio, vicensindaco di Roccadaspdie ha dichiarato: «Purtroppo nulla poteva cambiare, l’atto è un appendice del piano ospedaliero e così hanno voluto. E menomale che il dottor Coscione, delegato del presidente De Luca, ha detto che il Cilento è stato rinforzato, se questo sarebbe un rinforzo…».  

Sapri in seguito alla pubblicazione dell’atto, il sindaco Giuseppe del Medico, ha immediatamente organizzato un tavolo permanente sulla sanità assieme ai coordinatori di Cittadinanza Attiva Lorenzo Latella e Mario Fortunato, al  coordinatore del tribunale del malato, Vincenzo Lovisa e ai rappresentanti dei sindacati Domenico Vrenna e Gerarardo Triani. Da una nota pubblicata in seguito alla riunione di ieri mattina si legge che: «l’atto aziendale colpisce e mina in modo violento l’autonomia organizzativa e funzionale del nostro ospedale, indirizzandolo verso una lenta ma inesorabile chiusura. La sottrazione incomprensibile di quattro strutture complesse di valore strategico come ortopedia, ostreticia, pediatria e radiologia tolgono sostenibilità all’ospedale e non trovano alcuna giustificazione (anche in relazione alle scelte fatte su altri presidi). La cancellazione di servizi vitali, efficienti e di eccellenza come il centro di raccolta sangue e la gastroentologia completano un disegno inaccettabile di evidente ridimensionamento dell’ospedale di Sapri. Siamo ancora una volta costretti a difendere il nostro diritto alla salute, il diritto ad avere un ospedale in grado di salvarci la vita nell’emergenza e di dare servizi di qualità. Ancora una volta dobbiamo lottare per tutelare una struttura conquistata negli anni settanta dai cittadini contro istituzioni sorde e indifferenti ai bisogni della comunità. Speriamo che oggi il presidente De Luca e il consigliere Coscioni e tutte le istituzioni siano vicini alla gente, alle associazioni e ai Sindaci per correggere questo atto aziendale, che offende la nostra dignità e che ci costringe a difenderci seguendo l’insegnamento di don Giovanni Iantorno. È fissato per lunedì 26 settembre alle ore 18,00 in sala consiliare del Comune di Sapri l’assemblea dei sindaci del distretto Sapri/Camerota per la definizione del documento da inviare all’Asl entro il 27 pv». 

(Nella Gallery le informazioni riguardo tutti i presidi della provincia di Salerno ndr)

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