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Sparatoria tra Pisciotta e Ascea, terzo atto: dopo l’arresto dei quattro si tenta di ricostruire il movente

di Lucia Cariello

E adesso si tenta di ricostruirne il movente. E’ quanto stanno facendo, proprio in questi minuti, gli inquirenti sulla sparatoria che nel pomeriggio di venerdì si è consumata sulla statale 447 tra Pisciotta e Ascea.

Il fatto Quattro banditi: tre stranieri e un italiano intorno alle 14,00 di venerdì sarabbero giunti in un cantiere edile sito tra Pisciotta e Ascea e dopo aver minacciato gli operai avrebbero dato il via alla sparatoria dandosi poi alla fuga. Gli operai della ditta asceota stavano esaguendo lavori di manutenzione di un canale in località Fiumicello. Nel corso del raid uno degli operai, non visto, è riuscito a chiamare il 112. I carabinieri giunti sul posto, hanno dato il via alle ricerche a tappeto con posti di blocco su tutta l’area e l’ausilio di un elivelivolo. Dopo estenuanti ricerche e inseguimenti alla fine sono stati presi. Gli autori del raid sono quattro: tre stranieri, tra cui una donna, ed un italiano ritrovati dagli uomini dell’arma nascosti in un’auto vicino ad una scarpata. A questo punto, oramai circondati non hanno potuto far altro che arrendersi. Ora su di loro pendono pesanti capi d’accusa: tentato omicidio e porto abusivo d’armi tra cui un fucile con matricola abrasa rubato da pochi mesi. Ora si lavora sul movente. Al vaglio due possibiltà: regolamento di conti o atto intimidatorio, al momento nessuna pista è esclusa.

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