Bologna, salute preclusa e torture: sotto i riflettori il caso di Franco Mastrogiovanni

Il maestro elementare di Castelnuovo Cilento, morto nell’agosto del 2009 nel reparto psichiatrico dell’ospedale San Luca di Vallo dopo 83 ore di trattamento sanitario obbligatorio, sarà l’argomento centrale dell’iniziativa “La Salute (P)reclusa e le nostre forme di tortura” che si terrà a Bologna venerdì 1 febbraio.

Ne parleranno Alessandro Bergonzoni, attore, Matteo Lepore, assessore del Comune di Bologna, Luigi Manconi, presidente dell’associazione “A Buon Diritto”, Grazia Serra, nipote di Franco Mastrogiovanni e l’avvocato Valentina Restaino, parte civile nel processo per U.N.A.SA.M.

«Partendo dalla nostra seconda videoinchiesta – si legge nell’evento su facebook – tratta dal dossier “La Salute (P)reclusa”, affrontiamo il caso di Franco Mastrogiovanni, insegnante di 58 anni morto dopo essere stato sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio per aver violato il codice della strada, e tenuto legato mani e piedi per 82 ore. L’ennesimo caso di abuso ci porta direttamente a chiederci: perchè in Italia non esiste il reato di tortura? Quale diritto alla salute è garantito alle persone detenute e internate?».

L’iniziativa, realizzata con il contributo dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e la collaborazione di Biblioteca Salaborsa – Bologna, si svolgerà presso la salaborsa dell’auditorium Enzo Biagi in piazza Nettuno.

La sentenza di primo grado

©Riproduzione riservata