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La polemica di un cittadino: «Dopo la morte di Angelo Vassallo la Comunità Montana Alento-Monte Stella abbandonata a se stessa»

di Marianna Vallone

Giunge alla redazione del Giornale del Cilento la lettera di Domenico Funicello riguardo lo stato di «attuale abbandono» nel quale verserebbe la Comunità Montana Alento – Monte Stella dopo la tragica morte dell’allora presidente Angelo Vassallo.

«Questo “gioiello” di operosità, di energia e di prontezza negli interventi – polemizza Funicello nella sua lettera, è diventato una cosa inutile, che l’amministrazione della Regione Campania guidata da Caldoro ha abbandonato a se stessa, stipendi che non arrivano dalla metà del 2011, obiettivi zero, che non aspetta altro che chiudere i battenti».

Eppure, a detta del cittadino – con Vassallo presidente la «Comunità Montana Alento Monte Stella, con circa 140 addetti, diventa la “migliore” d’Italia, premiata a Lugano in Svizzera. E adesso?Possibile che meno di 10 anni fa quest’organo regionale era il fiore all’occhiello del nostro Cilento, e adesso non serve più? Con tutti gli interventi di antincendio e forestazione che gli uomini della Comuntà Montana hanno fatto, credo che le nostre colline siano sopravvissute anche grazie alla loro abnegazione e forza di volontà, quante volte hanno rischiato in prima persona per debellare un incendio, son tornati a casa fradici di sudore e cenere, hanno lasciato le loro famiglie a qualsiasi ora e con qualsiasi condizione atmosferica, e adesso sembra tutto dimenticato».

Le promesse dei politici «In questi giorni di campagna elettorale, ma ancor prima quando si parlava di tasse e contributi, sentiamo i candidati politici fare promesse e discutere di programmi, chiedere la fiducia e invitare alla partecipazione, ma c’è qualcuno che si ricorda che ci sono 140 famiglie che da tanto ormai non percepiscono un euro, 140 persone che nonostante tutto si alzano tutte le mattine e, togliendo i soldi dalle finanze familiari, si recano a proprie spese al lavoro, che mai hanno fatto mancare il proprio impegno e la propria professionalità al ruolo che un giorno hanno scelto? C’è qualcuno che si preoccupa di loro e delle loro famiglie, c’è qualcuno che si domanda come fanno e come faranno a sopravvivere? Pagare le tasse devono, fare la parte del cittadino onesto e virtuoso devono, ma come potranno continuare in questa maniera? E’ già difficile oggi sopravvivere se entra una pensione o uno stipendio, ma senza come potrà essere ancora possibile? Ogni tanto leggo di qualche politico che si interessa della cosa, pare che qualcosa potrà avvenire, che qualche soldo sia stato stanziato per queste persone, poi più nulla, sono altri i problemi di cui occuparsi, le candidature, gli apparentamenti politici, stare con questi o con quelli, ma di questi lavoratori della Comunità Montana più nessuno ne parla, più nessuno si accorge che si sta perdendo un’occasione per riequilibrare la vita e l’esistenza di tante persone, di tante famiglie, che pur si accontenterebbero di poco, per sopravvivere».

«E questa è l’eredità che Angelo Vassallo ha lasciato? – continua Funicello – E’ così che si dice grazie a quei tanti forestali che negli anni hanno mostrato il proprio impegno e il proprio attaccamento alla divisa e al territorio, il “loro” territorio, il “nostro” territorio? E quei candidati che nei giorni a seguire si fermeranno nelle piazze di tanti paesi, a perorare la causa di se stessi e del proprio gruppo politico, che vorranno farci credere che dando la fiducia a loro il nostro domani migliorerà, avranno il buon senso di chiedere scusa a questi lavoratori, se non si sono granchè interessati del loro futuro, nè tantomeno del loro presente?»

«Io mi auguro – conclude – che qualcuno davvero prenda a cuore il futuro di questa Comunità, e che aiuti questi lavoratori a salvare la propria dignità di uomini e di padri, altrimenti sarà una sconfitta per la società e per il Cilento, e si tradirà ciò che Vassallo aveva portato avanti con caparbietà e competenza: la crescita sociale e umana dei nostri paesi».

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A Cura di

Marianna Vallone

Giornalista per professione e comunicatrice per passione, sono alla continua ricerca di storie da raccontare e tramonti da immortalare. Nata sulla costa di Maratea ma morigeratese da sette generazioni. Vivo nel cuore verde del Cilento e sono felice. Faccio domande anche quando conosco le risposte, perché continuo a pensare che l’essere umano sia il viaggio più bello da fare.
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