Lavoratori pagati per non fare nulla, esplode protesta a Casal Velino. Operai:« Informeremo Bruxelles»

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Continua la protesta degli operai del Corisa 4 che si occupano dell’impianto di selezione dei rifiuti a Casal Velino. Gli operai, infatti, in seguito alla chiusura dello stabilimento, su disposizione del commissario liquidatore Domenico Del Gaudio, hanno, di fatto, perso il posto di lavoro. Il commissario, però, fa sapere che i lavoratori (messi in ferie forzate) restano comunque a disposizione dell’ente e verranno retribuiti con una paga base. La notizia non ha tranquillizzato gli operai anzi, ha suscitato ulteriori malumori tra i lavoratori del settore che chiedono a gran voce il reintegro del loro posto di lavoro.

«Non ci interessa restare a casa ed essere retribuiti – dichiarano i dipendenti Corisa – vogliamo lavorare. Hanno chiuso questo impianto, che è il solo presente in Campania a operare la selezione del secco, per favorire i privati e le cooperative e a noi ci tengono a casa. E’ giusto – continuano – far pagare alla collettività i nostri stipendi quando si potrebbe riaprire l’impianto e farci tornare a lavorare?». «Siamo a conoscenza – dicono i lavoratori senza mezzi termini – delle continue assunzioni presso aziende che fanno il nostro mestiere. Il tutto viene operato sulle nostre spalle che, intanto, aspettiamo di ricevere ben 16 mensilità arretrate».

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«Siamo pronti a procedere con gesti eclatanti – concludono gli operai – la settimana prossima occuperemo la Sp 430, poi, sarà la volta della stazione perchè siamo esasperati. Informeremo, inoltre, la commissione di garanzia e la commissione europea di Bruxelles per spegare come si opera nel settore ambiente in Campania e per capire se tutto ciò a cui siamo sottoposti è legale».

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