Confusione e accuse alla Banca del Cilento, Chirico: «L’hanno distrutta e la vogliono ancora nelle loro mani»

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Notizia di agosto l’ispezione della Banca d’Italia presso l’istituto di credito Bcc del Cilento e Lucania Sud. In quell’occasione il “«Corriere del Mezzogiorno” prima e “La Città” dopo, pubblicano degli articoli sulla Banca del Cilento e Lucania Sud dando notizia degli esiti di un’ispezione della Banca d’Italia, ponendo l’informazione in termini tali da suscitare perplessità, se non addirittura paura sulle sorti dell’ azienda di credito». Queste sono parole dell’attuale presidente del consiglio di amministrazione dell’istituto di credito cilentano Francesco Castiello, in risposta, con una lettera aperta, agli articoli da lui citati.

Le accuse. Ed ecco le accuse riportate dal Corriere del Mezzogiorno in data 17 agosto: «L’istituto bancario cilentano sarebbe esposto ad un rilevante rischio di credito: nelle carte si parla di circa quattordici milioni di sofferenze e circa sette milioni di perdite in più rispetto ai dati già pesanti degli ultimi bilanci. Anomalie sarebbero state riscontrate da parte degli ispettori della Banca d’Italia nella concessione di ampliamenti di fido e nella gestione delle anticipazioni di portafoglio. Ma anche le funzioni più generali di controllo, nella gestione del credito e in merito alla normativa antiriciclaggio, sarebbero state caratterizzate da una scarsa attenzione e rigore. Sotto la lente d’ingrandimento di Bankitalia sarebbero finite anche le remunerazioni per i vertici dell’istituto».

Quindi la risposta del presidente Castiello mediante la lettera aperta: «Il dato riportato nell’articolo di stampa del giornale La Città “circa i 7 mln di perdite in più rispetto ai già pesanti dati degli ultimi bilanci” è falso». Nella lettera aperta, fuoriesce che il dato falso non sarebbero i 14 milioni di euro di sofferenze in se, ma solo i «7mln di perdite in più rispetto ai già pesanti dati degli ultimi bilanci».

«Alla data del 30 giugno c.a., – continua Castiello – le posizioni di credito a sofferenza nette ammonteranno presumibilmente ad € 12,6 mln».

A quanto pare Castiello non contesta le sofferenze in bilancio bensì la somma, che non sarebbe di 14 milioni, ma di 12,6 milioni, secondo i dati riportati nella lettera aperta del presidente.

Le remunerazioni dell’amministrazione Castiello invita anche a riflettere sull’accusa delle remunerazioni per i vertici dell’istituto: «Falsa la notizia di una contestazione generalizzata sulla remunerazione degli amministratori, dei sindaci, del direttore generale. Agli amministratori e sindaci viene corrisposto un emolumento (rappresentato da una medaglia di presenza per ciascuna partecipazione a riunioni del Consiglio di Amministrazione) pari a quello percepito da oltre dieci anni e di cui vi è chiara indicazione nel bilancio ufficiale dell’Azienda».

L’assemblea Ed ecco che lo scenario si fa più complicato a causa dell’ultimo punto della lettera aperta del Presidente, la convocazione dell’assemblea della Banca del Cilento e Lucania sud, “rispondendo ad un invito della Banca d’Italia”.

L’assemblea, in effetti, è stata convocata per venerdì 27 settembre 2013 presso l’Ente Fiera dove saranno elette le cariche del consiglio amministrativo e del Collegio sindacale.

L’associazione In seguito all’ispezione nasce l’associazione “Amici della Banca del Cilento e Lucania Sud”. L’associazione in stile Repubblica con Berlusconi, propone 10 domande alla governance dell’istituto di credito. 10 domande incentrate sulla gestione della Banca da parte del direttore Ciro Solimeno e di tutto il consiglio d’amministrazione.

Tra le 10 domande inevitabile la richiesta di delucidazioni su quello che doveva essere il ricambio all’interno del Consiglio direttivo: «E’ vero o non è vero che il dirigente dipendente della Banca, Capo dell’esecutivo, Ciro Solimeno sta facendo campagna elettorale a favore di Castiello, Lucibello, & co.?».

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E ancora: «E’ vero o non è vero – chiede l’associazione “Amici della Banca del Cilento e Lucania Sud”- che l’ampio ricambio richiesto dalla Banca d’Italia significa cambiare la maggioranza e i vertici del Consiglio di Amministrazione per assicurare una vera discontinuità della gestione che non può essere garantita dalla nomina di soggetti amici del Direttore Generale o contigui alla maggioranza bocciata con un secco “scarso” dalla Banca d’Italia?».

Ma i dubbi sul direttore generale Solimeno non finiscono qui: «E’ vero o non è vero che il direttore generale ha sottoscritto un contratto che gli assicura lo stipendio annuo fino al pensionamento anche in caso di licenziamento?».

Il Je accuse di Franco Chirico A porre altri interrogativi, con una lettera aperta ai soci della Banca del Cilento e Lucania Sud, Franco Chirico, ex presidente dell’istituto di credito in questione e da 2 giorni ritornato ad essere socio della Banca dopo che il tribunale di Napoli ha sospeso la delibera del CdA della Bcc del Cilento e Lucania sud del 29 marzo scorso con la quale Chirico era stato escluso dai soci della Banca.

«Hanno distrutto la Banca del Cilento e Lucania Sud – tuona Chirico -. E’ ormai di dominio pubblico che il verbale ispettivo della Banca d’Italia consegnato a metà luglio sia stato durissimo, prevedendo l’avvio di procedure sanzionatorie a carico di tutti gli esponenti aziendali (Amministratori, Sindaci, Direttore) e che la Vigilanza bancaria abbia chiesto una serie di interventi molto incisivi da attuare entro novanta giorni, tra i quali, il dimissionamento del Collegio Sindacale, un rinnovo del CdA, misure nei confronti del Direttore». 

Ed ecco che risulta inevitabile la convocazione di un’assemblea che viene fissata, in prima convocazione, per il giorno 27 settembre 2013, e in seconda convocazione per il 28 presso l’Ente Fiere di Vallo della Lucania con all’ordine del giorno la nomina di cinque componenti del Consiglio di Amministrazione oltre al Presidente e i due Sindaci del Consiglio Sindacale.

La lista Rinnovamento A storcere il naso anche l’avvocato Tommaso Chirico, figlio di Franco, e anche lui socio della Banca del Cilento e Lucania sud. Tommaso pone l’accento sulla convocazione «in fretta e furia» dell’assemblea dei soci e su quello che doveva essere un «ampio rinnovo del CdA».

«La Banca d’Italia – spiega Tommaso Chirico – ha ordinato un ampio rinnovo, ma devono essere sostituiti solo 5 amministratori su 14 del consiglio direttivo. In ogni caso un’assemblea di questo tipo non può avere solo 15 giorni di preavviso perché non consente che i soci si organizzino. Tutto ciò è viziato dalla mancanza assoluta di informazioni. I soci non sanno quello che sta succedendo. Io nemmeno so quali sono i problemi della banca tali che la Banca d’Italia ha ordinato un’assemblea anticipata che costa 100 mila euro. Noi non lo sappiamo».

Problemi anche per la presentazione delle liste. Dal giorno successivo alla convocazione dell’assemblea del 27 e 28 settembre, avvenuta l’11 settembre, presso la sede legale della Banca si possono ritirare i documenti funzionali all’assemblea. «Fra i documenti predisposti vi sono i moduli per la presentazione delle liste», particolare che tengono a precisare i candidati della lista “Rinnovamento” tra cui Tommaso Chirico in quanto hanno ravvisato “diversi ostruzionismi”, tra tutti il rifiuto della lista “Rinnovamento” avvenuto Lunedì 23 settembre poiché «il vigente regolamento assembleare elettorale non contempla in caso di integrazione degli organi in carica, la presentazione da parte dei soci di candidature e/o liste».

Tommaso Chirico è chiaro: «Una lista presentata con tutti i crismi è stata esclusa. Ma quali sono i problemi? Il loro obiettivo, a mio avviso, è fare tutto quello che è possibile fare perché la Banca resti nelle loro mani (CdA della Banca del Cilento e Lucania Sud) e che non entri un disturbatore che possa sapere cosa sia successo. Per loro è meglio che la Banca sia commissariata che entri uno di noi nel CdA».

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