Tappa cilentana del Giro d’Italia 2013, un cittadino di Sessa: «Due pesi e due misure»

Dopo giorni passati tra conferme e smentite, a inizi aprile giunge la comunicazione ufficiale: il percorso della terza tappa del Giro d’Italia (quella che parte da Sorrento e arriva a Marina di Ascea) è stato modificato. Le condizioni della discesa che da Mercato Cilento porta ad Acquavella, passando per San Mango, Stella Cilento e Omignano hanno fatto cambiare idea agli addetti al percorso della carovana rosa optando per la strada costiera.

«Ero restato deliziato dalla notizia di settembre 2012 – scrive Alessandro Giordano, un cittadino di Sessa Cilento – dove alla presentazione ufficiale del giro d’Italia 2013 la seconda tappa Sorrento-Ascea Marina del 6 maggio 2013 avrebbe attraversato il Cilento interno e il mio paese Sessa Cilento, sarebbe stato alla ribalta dell’internazionalità offerta dalla tv nazionale».

Un’occasione persa «Certo – continua il lettore nella e-mail al giornale del Cilento – Sessa è uno dei tanti paesi del territorio interno cilentano che ai più non dice nulla e forse sarebbe passato quasi inosservato alle riprese televisive. Ma sicuramente sarebbe stata un buona ribalta internazionale per far si che una parte, forse sconosciuta,  dell’interno del Parco venisse posta sotto i riflettori. Poi, ad un tratto, la ferale notizia: “causa numerose frane che sono insite su gran parte del percorso che va dal Gran Premio della Montagna di Mercato Cilento alla frazione Velina del Comune di Castel Nuovo, il tracciato viene modificato prediligendo la fascia costiera”».

«Ma le frane sono presenti anche lì!? O no? Per chi ha percorso il tracciato delle SP 15d,267 e 161 avrà notato che cedimenti stradali, frane dovute all’erosione della dorsale a monte delle stesse, sono presenti quasi per l’intera parte del tracciato. Per non parlare delle pericolosità, presenti sull’ultima parte del tracciato tra Ceraso, Catona e Terradura».

Gli interrogativi «Perché – si chiede il lettore – prediligere e riabilitare (lavori eseguiti celermente in questi giorni) il manto stradale, nonché mettere in sicurezza le dorsali che costeggiano le SP 15d, 267 e 161?  non vi è dubbio sono necessarie. Questo tipo di intervento non poteva essere destinato alle strade che facevano parte del precedente percorso del Giro? Perché gli Amministratori eletti nel nostro territorio, che avrebbero dovuto farsi carico di una leggera ma sensata protesta a questo “scippo” sono stati inermi?».

«Come al solito due pesi e due misure. – conclude Alessandro Giordano – Non se la abbiamo i miei conterranei della fascia costiera, non sono loro i colpevoli, il Giro d’Italia passerà ed il Cilento tornerà di nuovo nell’oblio con i problemi di sempre e con gli amministratori “Eroi” che saranno come sempre presenti nel momento in cui loro avranno bisogno del territorio. Povero quel popolo che ha bisogno di eroi. E povero Cilento che negli ultimi anni di eroi sembra averne avuto bisogno. Ora, basito, assiste al franare del super-eroe e assiste disperata alle frane dei suoi territori». 

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