Vallo di Diano, comitato “Se non ora, quando?” su soppressione tribunale: «Non possiamo più attendere»

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Martedì scorso si è tenuta a Roma la manifestazione nazionale in difesa dei tribunali minori soppressi o accorpati ad altri presidi giudiziari in virtù del decreto governativo sulla razionalizzazione delle circoscrizioni giudiziarie.

La referente del Comitato “Se non ora quando?” del Vallo di Diano, Rosy Pepe, ha incontrato alcuni parlamentari, quali M. Pepe e G. Caliendo, ai quali ha ribadito la legittimità della richiesta di salvare il tribunale di Sala Consilina  dall’ipotesi di accorpamento con quello di Lagonegro, chiedendo a chiare lettere di mantenere l’autonomia del presidio giudiziario salese.

«La referente del comitato ha capito – si legge nel comunicato – la necessità di non procedere più in ordine sparso nel cercare ed ottenere confronti con i singoli componenti della commissione parlamentare competente ad esprimere al governo il parere obbligatorio, ma non vincolante, sulle scelte approntate dall’esecutivo in ordine alla soppressione o accorpamento dei c.d. tribunali minori. A tal fine presenterà – si legge ancora – richiesta formale al comitato pro tribunale di Sala Consilina, finalizzata a che le singole delegazioni parlamentari presenti in suddetta commissione, di ogni appartenenza politica, si incontrino con i segretari regionali e provinciali dei propri partiti di riferimento per dibattere della salvezza del nostro presidio giudiziario, alla presenza di una delegazione appositamente designata a Sala Consilina dallo stesso Comitato pro Tribunale. Siamo fermamente convinte che sia più che necessaria un’ unica sede istituzionale per consentire i dovuti confronti, visti i tempi estremamente ridotti delle trattative».

E conclude: «Se saremo tutti insieme capaci di abbattere sinergicamente le singole barriere ideologiche con un proposta comune in nome di una causa altrettanto comune, all’intera comunità dei ventotto comuni che afferiscono alla circoscrizione giudiziaria del Tribunale di Sala Consilina in piena onestà intellettuale potremo dire di aver tentato anche l’impossibile per riuscire nell’intento prepostoci. Mettiamoci, quindi, al lavoro e definiamo i tempi, i modi ed i luoghi in cui terremo l’incontro con i componenti della commissione parlamentare. Non possiamo più attendere ulteriormente, ma soprattutto occorre una regia comune per un obiettivo più che prioritario: salvare il nostro Tribunale».

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