A Bruxelles gli accreditamenti del turismo sostenibile per i Parchi

Infante viaggi

Al Parlamento Europeo, nelle scorse settimane, Federparchi ha ricevuto i certificati di accreditamento Cets per 7 nuovi parchi italiani, un impegno nella promozione del turismo sostenibile “a supporto delle aree protette nell’implementazione della Carta europea del turismo sostenibile”.

La cerimonia di certificazione ha visto protagonisti ben 19 parchi europei, tra cui 8 italiani – alcuni per la prima volta, altri come rinnovo. Tra questi il parco nazionale Val Grande, le aree protette dell’Ossola, il parco regionale Monte San Bartolo, il parco regionale Sasso Simone e Simoncello, il parco regionale del Conero, il parco regionale Gola Rossa e Frasassi, il parco nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri – Lagonegrese e il parco nazionale dei Monti Sibillini. Altri cinque (tra cui il primo parco minerario) sono in lista per il prossimo anno.    

Nel 2001 in Europa i parchi certificati Cets erano solo 6 (tra questi “pionieri” il parco naturale delle Alpi Marittime, seguito nel 2002 dal Parco nazionale dei Sibillini). Da allora, a dimostrazione della validità del metodo, la rete è cresciuta moltissimo. Oggi i parchi europei certificati Cets sono 119 in 13 diversi paesi. In Italia la Cets è diventata una delle priorità di Federparchi. Le Carte sono 20, ma alcune mettono a sistema più parchi, per cui nel complesso le aree certificate sono più di 30. Con grande lungimiranza e impegno il Ministero dell’Ambiente, in convenzione con Federparchi, sostiene attivamente i parchi nazionali in questo processo. I parchi nazionali già certificati sono Sibillini (che ha appena rinnovato), Abruzzo Lazio e Molise, Sila, Val Grande e Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, mentre i candidati per il 2014 sono Pollino, Alta Murgia, geoparco Colline Metallifere, Gran Sasso Monti della Laga, Appennino Tosco Emiliano. Nel 2015 altri 3 parchi nazionali saranno avviati alla candidatura. E non solo.

L’Italia – proprio attraverso noi, Federparchi – risulta fortemente impegnata a esportare il metodo nelle aree protette del Mediterraneo, con il progetto Meet. Interessanti anche altri numeri relativi alla Cets: 7 milioni di ettari di Siti Natura 2000 sono situati all’interno di parchi Cets; 4 milioni di persone vivono in parchi Cets; 3.206 sono i privati e le associazioni partner; 73 milioni di persone visitano i parchi Cets ogni anno; 441 milioni di euro è il giro di investimenti pubblici e privati complessivi per l’applicazione delle azioni di turismo sostenibile nei parchi Cets. Anche per l’Italia i numeri sono considerevoli. Già solo negli otto parchi certificati e rinnovati nel 2013, i Forum hanno visto coinvolti circa 500 partecipanti e l’ammontare degli investimenti pubblici e privati dei Piani d’azione 2013-2017 è superiore a 18 milioni di euro.     

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Le indicazioni Ue sul turismo, tra cui l’Agenda per un turismo europeo sostenibile e competitivo della Commissione Europea del 2007, già espressamente ricordava come per raggiungere l’equilibrio tra il benessere dei turisti, le esigenze del contesto naturale e culturale, lo sviluppo e  la concorrenzialità delle destinazioni e delle aziende serva una strategia politica integrata ed olistica, in cui tutte le parti in causa condividano gli stessi obiettivi. E ancora, qualche anno dopo (nel 2010), la Dichiarazione di Madrid dei ministri europei dell’Ambiente che indicava tra le priorità quella di stimolare la competitività del settore turistico europeo promuovendo lo sviluppo di un turismo sostenibile, responsabile e di alta qualità.

*Docente di Gestione e Salvaguardia Aree Protette UNISA.

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