Prima categoria: a tu per tu con Antonio Ianni, portiere della Vigor Castellabate

Siamo a metà campionato e adesso si inizia a fare sul serio. Lo sa bene il portiere della Vigor Castellabate, Antonio Ianni, 9 goal subiti in 13 gare di campionato di prima categoria girone H. Attualmente la sua squadra staziona al primo posto e solo domenica ha subito la sua prima sconfitta stagionale. «Vogliamo portare la Vigor in Promozione per la prima volta nella storia. I tifosi? Straordinari. La società perfetta». Nel bel mezzo del cammino di nostra vita, Ianni ci concede quattro chiacchiere.

Salve Ianni, come va la vita?

Benissimo e non potrebbe essere altrimenti. Da un punto di vista calcistico questa annata sta andando alla grande. Osservi la classifica e mi dica. Comunque la ringrazio già da ora per avermi tenuto in considerazione.

Grazie a lei ovviamente. Vedo che è già partito alla grande. Vuole iniziare con…?

Innanzitutto ci tengo a mettere in risalto il grande girone di andata della Vigor. 13 partite con 10 vittorie, 2 pari e una sola sconfitta (maturata domenica contro il Montesano) sono uno score quasi perfetto che ci consente di essere primi in classifica. Io non posso assolutamente lamentarmi come estremo difensore: abbiamo subito solamente 9 goal ed insieme al Marina di Camerota, abbiamo la miglior difesa. Ovviamente il merito non è solo mio, ma anche dei miei straordinari compagni di squadra.

Delle avversarie cosa ne pensa? La classifica si fa sempre più corta.

Sabato comincia il girone di ritorno e non vediamo l’ora di riscattare il passo falso di domenica. Come anticipato da lei, il campionato è molto equilibrato e noi siamo orgogliosi ancor di più di essere in vetta. Le avversarie da tenere d’occhio sono il Cannalonga, il Marina di Camerota e lo stesso Montesano, che secondo me, come noi, possono ambire alla vittoria del campionato.

Mi pare di aver capito quale sia il suo sogno…

Portare la Vigor in promozione per la prima volta nella sua storia, che altro? Ne abbiamo l’opportunità e non dobbiamo mollare, mai!

Cosa ci dice di lei?

Beh, io sono nato e cresciuto nella Polisportiva S.Maria dove ho fatto tutta la trafila fino alla prima squadra. Poi sono passato alla Vigor e sono due anni che difendo questa porta, e ne vado ben fiero.

La squadra? 

Per me la rosa è perfetta! Non vorrei fare nomi, perché siamo tutti sulla stessa barca, ma non posso non nominare Mario Rizzo, trequartista di grande qualità e talento, Giuseppe Severino che è il nostro leader difensivo, Daniele Chiariello, metronomo a centrocampo, Gianmarco Rizzo, terzino bravo con entrambi i piedi e infine il nostro grande tridente di attacco composto da Massimo Figliola, Beniamino Liberti e Giuseppe Di Rosa.

E il mister? La soddisfa il suo operato?

Il nostro mister, Valentino Capezzuto, è innanzitutto una persona molto preparata. Come le ho detto, è il secondo anno per me in squadra ed è un piacere unico essere allenato da lui. Non voglio dimenticare il nostro preparatore atletico, ovvero Raffaele Abeti, vera e propria colonna portante della squadra.

Due paroline sulla società?

Mi da una gioia particolare parlare della dirigenza, composta da persone del luogo e piene di entusiasmo. Si stanno impegnano molto per non farci mancare niente. Da quest’anno le cose sono ulteriormente migliorate con l’entrata nell’organigramma societario del direttore Gino Di Giaimo, presenza ormai fondamentale per noi e che ci stimola sempre tantissimo a dare il meglio.

Cosa ne pensa della tifoseria? A volte, in queste categorie, non è facile trovare supporter che seguono con costanza la propria squadra.

Dei tifosi non posso assolutamente lamentarmi. Nonostante siamo una piccola realtà, la gente non ci fa mai mancare il supporto. Un plauso particolare va a loro, soprattutto per l’anno scorso, quando il nostro campo, il Carrano era inagibile e per vedere le partite casalinghe erano costretti ad emigrare a Perdifumo. 

Qualche aneddoto successo nel corso della stagione?

Senza ombra di dubbio un avvenimento da ricordare è stato il match disputato a Cannalonga. Dopo il primo tempo perdevamo 1-0, ma nell’intervallo ci siamo guardati negli occhi. E’ bastato uno sguardo, senza parole, per capire che potevamo e dovevamo fare meglio. Il risultato? Siamo entrati in campo come leoni e abbiamo ribaltato l’incontro. 2-1 per noi il finale con una grandissima prova da parte di tutti, e quando dico tutti dico tutti.

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