Furti d’arte in chiesa, recuperate opere sacre rubate da oltre 20 anni

Vallo di Diano. Sono state recuperate dai carabinieri del comando Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, Firenze e dalla sezione di Siracusa e restituite al vescovo Antonio De Luca, alcune importanti opere d’arte rubate nelle chiese della diocesi di Teggiano Policastro oltre venti anni fa. Il 30 novembre a Padula, all’interno della sala Refettorio della Certosa di San Lorenzo, alla presenza del sindaco Paolo Imparato, dell’architetto Marco Ambrogi, direttore del Museo Diocesano San Pietro di Teggiano, della dottoressa Emilia Alfinito, direttrice della Certosa di San Lorenzo, del colonnello Alberto Deregibus, vice comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, si svolgerà la cerimonia di riconsegna, al vescovo, delle straordinarie opere, appartenenti al patrimonio culturale della circoscrizione vescovile Vallo di Diano Golfo di Policastro.

Si tratta di una statua in legno raffigurante “Gesù Bambino benedicente con aureola” ed un turibolo in argento sbalzato ed ornato di figure di angeli, risalenti al XVIII secolo, rubati il 3 marzo 2016 dalla chiesa “San Pietro Apostolo” di Sala Consilina. Ritrovate anche due lastre in marmo policromo con decorazioni a rilievo ed un tabernacolo, trafugati il 3 maggio 1998 dalla chiesa “Santa Maria Maggiore” di Atena Lucana. Infine un dipinto olio su tela raffigurante “Sant’Antonio Abate e San Rocco”, risalente al XVII secolo, di scuola napoletana, asportato nel 1990 dalla chiesa “San Pietro Apostolo” di San Pietro al Tanagro.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Isernia, ha permesso di tracciare il percorso di queste e diverse altre opere rubate, smerciate nei mercatini rionali della provincia di Roma e in quello capitolino di Porta Portese, ovvero di scoprire e smantellare un’organizzazione criminale, con sede a Napoli, fulcro di un crocevia internazionale di ricettazione di opere d’arte rubate.

L’attività investigativa che ha portato all’importante recupero trae origine da un furto di beni culturali perpetrato la notte di Capodanno del 2016 ai danni di un privato in provincia di Lucca e dalla conseguente identificazione di un rigattiere quale ricettatore. Nel corso di successivi approfondimenti su quest’ultimo, sono stati raccolti indizi sul suo coinvolgimento anche in altre attività illecite ed è stato possibile individuare tre depositi clandestini nonché di effettuare, in numerose province italiane, perquisizioni nei confronti di acquirenti privati, ritenuti in buona fede, dove sono stati rinvenuti beni d’arte, tra i quali i due elementi architettonici restituiti.

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