Camerota, caso ‘risultato elettorale falsato’: indagato il sindaco Romano

Come un fulmine a ciel sereno arriva l’ascia della procura di Vallo della Lucania, il sindaco Romano e
l’attuale capo staff Antonio Troccoli sono ufficialmente iscritti sul registro degli indagati con l’accusa di
diffamazione in concorso nei confronti del consigliere di opposizione Pierpaolo Guzzo.

I fatti Alla fine della campagna elettorale la lista “La sveglia” capeggiata dall’attuale sindaco Antonio Romano nei pubblici comizi avrebbe diffamato, secondo l’accusa che gli viene mossa, Pierpaolo Guzzo responsabile – a suo dire – di essersi appropriato di un terreno di circa 20 ettari in località “Pozzallo”. Il caso esplode a poche ore dalle elezioni e il clamore è stato tale da fare considerare «falsato il risultato elettorale», sia dal consigliere di opposizione accusato che da altri colleghi della sua lista. Insomma secondo la lista che ha perso le elezioni amministrative queste accuse avrebbero «condizionato il voto».

Il terreno secondo Romano sarebbe di proprietà del comune di Camerota. Quindi Guzzo querela il sindaco e Antonio Troccoli e dopo le indagini, il pubblico ministero Alfredo Greco, della procura di Vallo della Lucania li ha iscritti nel registro degli indagati notificando l’avviso delle conclusioni delle indagini. Attorno a questa polemica si sono consumati alcuni dibattiti accesi in consiglio comunale e persino una trasferta presso la procura della repubblica di Vallo della Lucania dove, i tre rappresentanti del Comune di Camerota, Pierpaolo Guzzo, Antonio Romano e Mario Scarpitta, avrebbero fornito le loro rispettive versioni al procuratore di turno.

Dopo la notifica recapitata al sindaco e al suo collaboratore, l’opposizione, secondo quanto annunciato «ricorrerà al Prefetto di Salerno per chiedere un intervento deciso». Pierpaolo Guzzo ha dichiarato che chidederà «i danni morali e civili» ed è «fiducioso» sull’esito del processo penale.

Il sindaco di Camerota, contattato telefonicamente dal giornale del Cilento, appare sereno rispetto alle novità legate al provvedimento, sicuro delle mosse che può giocarsi a suo favore. Infatti dice: «Preferisco presentare prima le memorie e poi commentare». Le memorie del sindaco sono gli incartamenti in suo possesso e che a suo avviso proverebbero le ragioni delle accuse mosse nei confronti del consigliere Guzzo per le quali è stato querelato di «diffamazione».

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