È morta l’astrofisica Margherita Hack, l’intervista alla signora delle stelle

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È morta l’astrofisica Margherita Hack, l’intervista alla signora delle stelle

Già si parla di una nuova stella in cielo. Nella nottata tra venerdì e sabato «la signora delle stelle» è morta in ospedale a Trieste, dov’era ricoverata da una settimana per problemi cardiaci. Margherita Hack aveva compiuto da pochi giorni, il 12 giugno, 91 anni.

Scienziata di fama internazionale, professoressa di astrofisica all’Università degli studi di Trieste, direttrice per 33 anni dell’Osservatorio astronomico della città, divulgatrice scientifica e attivista italiana, qualche tempo fa aveva aperto le porte della sua casa a due studentesse cilentane, Maria Di Vece di San Nicola di Centola e Alessandra Liguori. «Immerse un’atmosfera ovattata dalle centinaia di libri sistemati intorno, tra una battuta intelligente e una riflessione amara, inizia la nostra intervista: metodica, immancabilmente ironica, la Hack nazionale risponde alle nostre domande con l’acume di chi conosce bene il proprio pianeta».

Cosa ne pensa del blitz degli animalisti all’Università di Milano?
Penso che debba essere utilizzata molto meno la vivisezione e che gli animali devono essere utilizzati in condizione di anestesia senza farli soffrire. Gli animali si possono usare ma solo  in alcuni casi estremi e credo nei metodi alternativi sperimentali, in passato poteva essere lecito ma adesso la ricerca è andata avanti. Si tende spesso ad utilizzare gli animali come oggetti, ma non lo sono.

Secondo Lei la Chiesa limita i ricercatori italiani?
Certo che la limita. Come nel caso delle cellule staminali: per salvare degli individui non ancora nati si sacrificano quelli già nati. Eppure la ricerca sulle cellule staminali sembra essere estremamente promettente. Anche lì non sono mancati avvenimenti gravi in quanto spesso cure funzionanti vengono proibite.

A proposito, che opinione ha del nuovo Papa?
Nessuna per ora. Non saprei cosa dire, non mi interessa il Papa.
(Appesa in casa una targa “Margherita Hack Papa”, ndr)

Lo sa che c’è chi la definisce un caso di scienziato ossessionato da Dio?
Mai avuti turbamenti religiosi. Non mi è mai fregato nulla dell’aldilà e non ho paura della morte: fin che ci son io non c’è la morte, quando c’è la morte non ci son più io.

Le è mai capitato di trovarsi, durante il suo lavoro di scienziata, dinanzi ad un dubbio tale da avvalorare, anche solo per un istante, una tesi extramateriale?
No, mai. Ci sono tante cose a cui la scienza non sa rispondere. La scienza ci spiega come funziona il mondo, come sono le leggi fisiche e biofisiche ma non ci dice perché ci sono queste leggi, perché c’è la materia, né perché è strutturata in questo modo. Ci dice il come ma non il perché: quindi Dio è una comoda risposta.

Essere donna è mai stato un ostacolo nella sua carriera?
Direi di no. Avevo più lavori e pubblicazioni dei miei colleghi e ho lavorato con i maggiori astrofisici di questo secolo. Quando ho incominciato c’era l’idea che una donna non potesse essere cattedratica o dirigere un osservatorio, ma non me l’hanno mai detto chiaramente. Però mi ricordo che quando feci il mio primo esame, analisi matematica, incontrai per strada un mio compagno, il quale mi chiese come fossi andata. Io risposi “così così, ho preso 23” e lui mi disse “eh, ma per una donna”.

A parte questo, mai ricevute discriminazioni?
Ai miei tempi c’era sì la discriminazione ma non l’ho sentita nell’ambiente dell’università. Ora però c’è la discriminazione dell’età.

Lei ha fatto testamento biologico: perché farlo?
Perché è un interesse proprio. Perché in condizioni di incapacità di intendere e di volere si è costretti a subire manipolazioni che non si vorrebbero. Una legge sul testamento biologico in Italia? Forse sì, forse no. In generale, qualche passo in avanti è stato fatto, per esempio ci sono tanti comuni che stanno aprendo i registri per le coppie di fatto.

Qual è il punto di vista di Margherita Hack sull’attualità italiana?
Ottimista. Sì, lo sono perché si è visto di peggio. E’ una situazione economica generale, l’Europa è vissuta al di sopra delle sue possibilità, sprecando molte risorse rispetto ai Paesi del terzo mondo. E non si può mica crescere all’infinito, tutto prima o poi va in saturazione.

Quale consiglio darebbe ai giovani alla ricerca di lavoro?
Io sono ottimista, lo sono perché si è  visto di peggio siamo in una situazione economica dove l’Europa vive al di sopra delle sue possibilità, sprecando molte risorse rispetto ai Paesi del terzo mondo. L’entusiasmo e la passione devono sostenere il desiderio di affermarsi con le proprie forze. Certo, ai miei tempi c’era la sicurezza del posto, almeno c’erano i concorsi per assumere, c’era più speranza perché c’era una maggiore sicurezza. Ora non ci sono i concorsi, non c’è meritocrazia, quindi non c’è speranza. Ma erano momenti difficili anche quelli del dopoguerra.

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