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“Cilento oltre il rifiuto” è il gruppo Facebook contro la discarica di Laurito

di Marianna Vallone

Si chiama “Cilento oltre il rifiuto” il gruppo nato sul social network Facebook per opporsi alla proposta, avanzata dalla Provincia di Salerno, di creare un sito – discarica nel comune cilentano di Laurito.

Attualmente il gruppo, da pochi giorni in rete, conta oltre 400 iscritti (il comitato invece ha superato le 500 adesioni) ma è in continuo aumento, complice la comune voglia di combattere per il bene del proprio territorio, un territorio che – secondo questa nuova proposta – dovrebbe accogliere 110.000 metri cubi di rifiuti ancora da trattare. “Una follia pura”, scrive qualcuno sul social network.

“La discarica rappresenta l’ennesima scelta clientelare nell’ambito di un territorio ammalato di clientelismo”, si legge ancora.

Ed ecco che ci si scambia informazioni e notizie, appuntamenti per la raccolta di firme e si cerca di far sentire la propria voce, le proprie ragioni.

“Il No della discarica – si legge – è legato a tante motivazioni: innanzitutto il Cilento ha comuni che raggiungono punte del 85-90 % di differenziata. Laurito è al 60. I comuni meno virtuosi del CORISA 4, sono quelli della fascia costiera. Che, non solo in alcuni casi non raggiungono la soglia minima del 35%, ma da soli e nei soli tre mesi estivi, producono la stragrande maggioranza di rifiuto indifferenziato di tutto il Cilento, oltre il 50%. E sono attualmente insolventi nei confronti del consorzio.

Gli oneri di realizzazione della discarica sono di 15 mln di euro, totalmente a carico della ditta che vincerà l’appalto. La gestione idem: privata. Nella regione di Gomorra non si può aver fiducia in un progetto del genere.

Il rifiuto da trasportare in discarica prende il nome di FOS ( frazione organica stabilizzata ). La biostabilizzazione NON è attualmente fattibile allo STIR, in quanto manca la linea specifica per il trattamento rifiuti. Linea che la ditta vincitrice dell’appalto trasporti si è impegnata a realizzare a titolo gratuito.

La durata del conferimento è stimata in 4 anni (27.000 m3 l’anno) 107.000 m3 in totale. Ma tutto ciò è legato alla realizzazione del bruciatore con recupero di calore di Salerno.

L’area è di pregio naturalistico, come riporta l’ indagine esplorativa commissionata dalla provincia all’università di Salerno. Macchia mediterranea vetusta, circondata da uliveti, vigneti. Sono presenti a circa 1000 m aziende latto-casearia, alcune d’eccellenza e con riconosciuto marchio slowfood.

Dopo 17 anni di scellerata, collusa e mafiosa emergenza rifiuti in Campania, non possono far ricadere le colpe dell’eventuale maxi sanzione che lo stato verrebbe a versare, qualora la Regione Campania non adempisse alle direttive di Bruxelles. NON se la possono prendere con un comune di 850 abitanti (Laurito) e con un territorio di 174.000 (il Parco del Cilento).

I territori si pianificano insieme ai cittadini, non si impongono dall’alto. Nel Cilento è in atto un vero e proprio “Sacco”. Dal turismo all’agricoltura. Stiamo cedendo i terreni da coltivare ad aziende che installano ettari di pannelli fotovoltaici, molti investimenti ed abusi sulla costa risultano quanto meno allarmanti. Visionari della politica che vorrebbero il Cervati come Cortina. Gente che non conosce il termine della parola Biodiversità, che magari non sa neanche che il primo nucleo di tutela del parco è stato il cervati, insieme alla zona del Calore Lucano. I primi 36.000 h, erano gli anni 70”.

Mariagrazia Merola, in prima linea -insieme al resto dei membri del comitato- a combattere per il proprio territorio, ci fornisce la sollecitazione inviata al presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, a Legambiente Campania, ad Unesco Elea, alla Soprintendenza dei Beni Ambientali e molti altri enti vicini al tema dell’ambiente.

“L’ente Provincia di Salerno, ha individuato nel territorio comunale di Laurito, un sito di stoccaggio per  rifiuti  biostabilizzati, provenienti dallo “STIR“ di Battipaglia. Il suddetto sito, ricade interamente nel comune di Laurito ed è contiguo sia al Parco Nazionale del Cilento che al comune di Montano Antilia, prossimale ai territori di Celle di Bulgheria, Roccagloriosa, Alfano, Rofrano e Centola. I 110.000 metri cubi che dovrebbero riempire l’area, sono conteggiati in base alla frazione umida dell’indifferenziata prodotta nell’ambito del Co.ri.sa. 4, con in più i comuni del Golfo di Policastro, Agropoli e Sanza. Il 50% di questi rifiuti sono prodotti  dai comuni della fascia costiera, in particolare, Ascea, Camerota e Centola, Casalvelino nei soli  tre mesi estivi. Si è costituito a Laurito, un comitato di cittadini , i quali, spontaneamente, si sono riuniti e hanno avviato un raro (per il Cilento) e virtuoso esempio di cittadinanza attiva. Una delegazione del comitato, ha incontrato a Salerno, negli uffici provinciali di via Mauri: il commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, dott. Vardè, l’assessore all’ambiente della provincia di Salerno, avv. Fasolino, ed il responsabile dell’area tecnica, nonché progettista dell’impianto ing. D’Acunzi. Dalla riunione è emerso che:

1-      Il rifiuto da trasportare in discarica prende il nome di FOS (frazione organica stabilizzata).

2-      La biostabilizzazione dei rifiuti è legata alla realizzazione nell’ambito dello STIR di una specifica linea di lavorazione che sarà impiantata a titolo gratuito dall’ impresa che ha vinto l’appalto per il trasporto dell’immondizia.

3-      La discarica, secondo quanto riportato dal commissario, sarà attiva per 4 anni, dopo i quali sarà ricoperta da telo specifico, interrata e piantumata, nonché monitorata per alcuni decenni. La durata del conferimento è in realtà legata indissolubilmente alla realizzazione del termovalorizzatore di Salerno.

4-      L’impianto costerà 15 mln di euro . Gli oneri di realizzazione dell’impianto, saranno totalmente a carico della ditta che vincerà l’appalto e che gestirà il sito.

5-      Lo stato Italiano, rischia una sanzione nell’ordine del miliardo e 500 mln di €, qualora la regione Campania non adempisse alle direttive di Bruxelles in materia rifiuti.

In una fase preliminare, sono stati inoltre inviati in loco delle macchine per i sondaggi geologici. I lavori sono stati svolti violando alcune proprietà private, senza dunque preventivamente avvisare gli stessi proprietari.

La mancanza di trasparenza, i metodi utilizzati, le incongruenze manifestate dai 3 livelli (tecnico, amministrativo e politico) con cui ci siamo confrontati, la scelta del luogo, la totale assenza di garanzie, la continua e crescente sfiducia nei confronti della politica che ha partorito questo obbrobrio, portano il comitato a dire un NO fermo e a chiare lettere. In materia rifiuti, ci sono delle responsabilità oggettive che vanno individuate: i paesi della fascia costiera, come abbiamo appena dimostrato, non possono  continuare a produrre questa mole spaventosa di rifiuto indifferenziato, considerando anche la loro inadempienza nei confronti della Yele e degli operai dei rispettivi comuni. La provincia di Salerno non può ricordarsi di noi soltanto quando si tratta di evitare pesanti sanzioni al governo centrale. Il sacco del Cilento è iniziato già da molto, gli interessamenti e gli investimenti di sospette società lungo la costa sono sotto gli occhi di tutti, la camorra è già da tempo entrata nel territorio. A mano a mano state cedendo la nostra economia basata su due pilastri, turismo e agricoltura, mettendola al servizio di una imprenditoria dalla genesi molto sospetta.

La vocazione del parco nazionale del Cilento è invece quella di conservare l’unicità naturalistica dei siti, motivo per cui quest’area è riconosciuta come patrimonio UNESCO.  Gli unici scavi compatibili, in questo contesto, sono quelli finalizzati al recupero dei beni archeologici contigui all’area identificata come discarica.

Altri tipi di scavi e, nello specifico quelli per discariche, sono, per le aree contigue ,  sottoposti a pronunciamento  da parte dei vari enti competenti,  perché soggetti a vincoli paesaggistici ambientali e sanitari rispetto ai quali è urgente il pronunciamento dei direttivi di tutti gli enti preposti.

 Non spalancheremo le nostre porte al business dei rifiuti, non saremo la nuova Gomorra. La camorra continua ad avere in Campania il controllo della “monnezza”, continua a gestire i grossi trasporti, ricicla soldi attraverso prestanome nelle attività più disparate, dall’immondizia alla grande distribuzione. Il Cilento è microcosmo fatto di prodotti di nicchia, di sudore e fatica nella terra, di gente che è emigrata, ha fatto fortuna e adesso vuole rientrare in una terra pulita come l’ hanno lasciata. Noi non ci riconosciamo in un sistema che individua in una maniera così semplicistica la risoluzione di un grande problema. Per questo motivo, per evitare lo scempio, i cittadini                                                 

CHIEDONO:

l’immediato e perentorio intervento degli enti locali e degli organi di competenza, a partire dalla comunità del Parco. Responsabilmente il comitato, non intende soltanto rigettare l’istanza discarica, ma elaborare un modello gestionale dei rifiuti disegnato intorno a questo “quasi” virtuoso territorio. L’attuale e speriamo non momentanea presa di coscienza da parte dei cittadini nei confronti del tema rifiuti, deve essere necessariamente spunto per i sindaci di questo territorio e per tutta la comunità del parco per un cambio di rotta, suggerendo, anche al legislatore competente una gestione, in territori come il nostro, di ambito comprensoriale, seguendo il principio delle 4R ( riduzione, riutilizzo, riciclo, recupero ). Un ultimo messaggio al governo centrale. Con i fondi FAS per il mezzogiorno, grazie alla lega nord avete pagato le multe per le quote latte degli allevatori padani. I soldi fateveli dare da loro! I territori si pianificano in accordo con le comunità. Dopo 17 anni di scellerata, collusa e mafiosa gestione dei rifiuti in Campania, non potete far ricadere la responsabilità della sanzione su di una comunità di 850 abitanti (Laurito) e su di un territorio di 174.000 abitanti (il Parco del Cilento). Nel 1828 i nostri avi reclamarono a gran voce una sacrosanta costituzione, furono proprio i nostri paesi, neanche a farlo apposta,  a dare il maggior contributo. L’eco della loro richiesta di giustizia, rimane a tutt’oggi inascoltato. E’ tempo di prendere in mano il proprio destino in maniera pacifica, massiva e costituzionale. Non possiamo più delegare soltanto alla politica scelte così importanti per il nostro avvenire.

Non saranno i Cilentani e i cittadini di Laurito a togliervi le castagne dal fuoco barattandole con la propria salute  e con quella dei propri figli!  (Il Comitato “Cilento oltre il rifiuto”)

 

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A Cura di

Marianna Vallone

Giornalista per professione e comunicatrice per passione, sono alla continua ricerca di storie da raccontare e tramonti da immortalare. Nata sulla costa di Maratea ma morigeratese da sette generazioni. Vivo nel cuore verde del Cilento e sono felice. Faccio domande anche quando conosco le risposte, perché continuo a pensare che l’essere umano sia il viaggio più bello da fare.
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