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I sindaci cilentani uniti: per la regione Campania e la provincia di Salerno non esiste il Cilento

di Biagio Cafaro

La rivolta dei sindaci cilentani è univoca e si sta propagando su più fronti. In questi giorni si stanno scagliando contro la regione Campania che ha escluso il Cilento dai Grandi progetti, minacciando di non pagare l’addizionale sulle concessioni demaniali. Questa volta i sindaci attaccano Giovanni Fortunato, consigliere della regione Campania, il quale ha dichiarato: “ci vogliono idee credibili e bisogna presentare progetti realizzabili e validi”, sulla possibilità di rilancio del progetto di Angelo Vassallo sull’energia autonoma del Cilento”. A rispondere a tono, l’amico del sindaco ucciso il 5 settembre 2010, Giuseppe Cilento, sindaco di San Mauro Cilento: “Qui stiamo parlando di un progetto che la Regione ha messo al primo posto tra quelli finanziabili e poi inspiegabilmente è scomparso dalla lista. Bisognerebbe chiedere alla Regione che fine gli hanno fatto fare”. Continua Toni Viterale, giovane sindaco di Rofrano: “Si tratta di un progetto valido che ha accomunato oltre ottanta Comuni. Peccato che non è stato mai attuato dalla Regione”. Ancora più duro il giudizio di Francesco Lombardo, sindaco di Sessa Cilento: “Se parla una persona minimalista è difficile che possa capire un progetto così ampio e alto come quello proposto dal compianto sindaco Vassallo. Si tratta di una sua opinione che non può essere condivisibile. Se noi abbiamo tante energie rinnovabili nel nostro Parco è ore che vengano sfruttate sia per creare autonomia sia per avere un innalzamento occupazionale. Qui si blocca sempre tutto, altro che progetti credibili”. Ieri, a 105 tv, Fortunato, non contento, si è anche espresso sulla discarica di Laurito dichiarando che: “E’ una scelta oculata e attenta […] non si vede dalla costa”, forse, inconsciamente, ha espresso il giudizio della regione sulle località interne del Cilento, cioè non si vedono dall’interno.

Ma i sindaci cilentani non si fermano qui ne hanno anche contro il commissario alla sanità Maurizio Bortoletti, al quale, ricordiamo, è stato bocciato il piano di risanamento dell’Asl Salerno. Così i sindaci della Consulta della Comunità montana “Gelbison e Cervati”: “Siamo indignati per le parole proferite dal Commissario alla Sanità Maurizio Bartoletti che ci definisce come scimmie. Non possiamo accettare che il commissario possa badare solo al risanamento invece di pensare anche a come rendere migliore la sanità locale. E’ facile risanare il bilancio quando non si spende neanche un soldo per adeguare il settore”. Secondo i sindaci per essere un buon Commissario c’è “…bisogno di utilizzare al meglio le risorse che si hanno, ma migliorando il servizio”.

Tre sono i punti che stanno a cuore ai primi cittadini: “Innanzitutto è necessario integrare il personale che lavora nelle strutture sanitarie cilentane perché si nota una forte carenza, poi bisogna adeguare la dotazione tecnologica per rimanere al passo con i tempi e infine rendere più idonee le strutture presenti sul territorio”. Insomma una ricetta che è completamente l’opposto di quella che è proposta da Bortoletti fatta di tagli e risparmi senza “…tener conto che viviamo già in un territorio degradato – concludono in coro i sindaci – e che quindi c’è maggiore bisogno dei servizi essenziali, come quello sanitario, per meglio sopperire alle manchevolezze quotidiane”.

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