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Novi Velia vs Cannalonga: al di là del risultato

di Orlando Romanelli

Una giornata fantastica, come non si viveva da anni, sul campo “Pietra Prignani” di Novi Velia. Una partita, l’ultima del campionato di II cat. Girone Q, diventata un evento nel Cilento e non solo, per la promozione nella serie maggiore. Il match, che ha palesato la netta superiorità del Cannalonga, sarà annoverato fra i ricordi più belli che il calcio abbia potuto mettere in scena da queste parti.
Due Paesi “cugini”, che distano poco meno di 4 Km, si sono uniti appassionatamente. Un pubblico, circa 600 gli spettatori presenti, che per il calcio dilettantistico è un episodio più unico che raro, e un tifo da fare invidia agli stadi della Lega Pro. Tante persone a sostenere la propria squadra, il proprio Paese.
Grazie all’encomiabile impegno di amministratori, dirigenti, calciatori e tifosi si è dato vita ad uno spettacolo indimenticabile. Gli spalti gremiti in ogni ordine di posto. I colori delle due tifoserie a fare da contorno. Tutti, grandi e piccoli, famiglie intere sentivano il bisogno di esserci. Ognuno ha voluto assistere a qualcosa che non si vedeva da trent’anni in queste zone. Persone che non frequentavano più lo stadio hanno voluto partecipare e far sentire la propria voce. 
E’ la vittoria dello spirito sportivo. Sono le sensazioni che riesce a trasmettere un pallone. Sono gli stimoli provocati dalla sana competizione. Una miscela di emozioni sfogate nei cori incessanti degli ultras e di tutte le persone accorse.

I due Paesi hanno vissuto la settimana antecedente alla partita di passione. Nei Paesi circostanti non si parlava d’altro. Agitazione. Fomentazione. Evento fuori dal’ordinario.
La sistemazione del campo. La dislocazione del traffico. La cura dei dettagli e tutto ciò che un evento comporta per far vivere un avvenimento storico, memorabile.
E poi quei bambini che hanno accompagnato i calciatori in campo. Emozioni incredibili. Il sogno è che tutte le partite fossero così. Perché il calcio dilettantistico dovrebbe vivere solo di questi momenti.
E come non elogiare le due società che con budget ridottissimi sono riuscite a costruire una struttura solida e una squadra forte raggiungendo a braccetto la promozione. La voglia di giocare e lottare per il proprio Paese. La volontà di farsi conoscere. Il cuore per la maglia. Questi sono i valori che sono stati trasmessi in questa partita, epilogo di un campionato dominato dalle due compagini. E questi sono i valori che devono essere veicolati dallo sport dilettantistico, del calcio base. Smettiamola con investimenti milionari. Ci sono state società che hanno dilapidato fior di euro per una squadra di I categoria. Assurdo pagare gli stipendi ai calciatori di categorie inferiori. Finiamola con questo sperpero di denaro a certi livelli. Il calcio professionistico è altro affare, altro mondo.
Nel calcio dilettantistico c’è bisogno di altro: cuore, tanta volontà e passione infinita.    

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