Paestum capitale dell’ecologia e della cultura: in tre giorni oltre 2000 presenze, 30 artisti e più di 40 ospiti

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Si conclude oggi FestAmbiente Paestumanità – Paesaggio e territorio, il nuovo festival di Legambiente che per tre giorni ha animato il territorio pestano. Dalle passeggiate in bicicletta al cinema all’aperto, dai dibattiti al buon cibo della campagna, dalla silent disco in riva al mare e nell’area archeologica alla land art. Paestum è diventata per l’intero weekend la capitale dell’ecologia, dell’arte, della cultura e della solidarietà. Ed è stata ottima la risposta del pubblico con più di 2000 presenze, più di 30 artisti coinvolti e 40 ospiti, tra scrittori, registi, musicisti ed esperti internazionali.

«Paestumanità da azionariato ambientale per raccogliere i fondi e comprare collettivamente i terreni privati dell’area archeologica di Paestum, è diventato un vero e proprio osservatorio politico territoriale, che guarda a tutta la Piana del Sele, ovvero al paesaggio con cui interloquisce la città antica – ha dichiarato Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania -. FestAmbiente in quest’ottica è stato il momento di raccordo tra quanto svolto finora e la pianificazione futura, che per Legambiente non può prescindere dalla cognizione della complessità fisico-geografica e culturale del territorio, dalle sue vocazioni legate all’agricoltura di qualità, alla storia e alla natura. Perché il Golfo di Salerno, il litorale più lungo d’Italia, torni ad essere un attrattore turistico, bisogna ripartire dalle comunità locali e contrastare forme di degrado con gli strumenti della bellezza, come i Piani Urbanistici Comunali e attivando forme di collaborazione intercomunali. In questo Legambiente dispone di ottimi strumenti come la prima proposta di Legge sulla Bellezza, per misurare il suo valore e il valore delle azioni dell’uomo in materia».

Legambiente è infatti convinta che per far uscire dall’emarginazione sociale ed economica la fascia costiera, le amministrazioni locali devono fare in modo che le stesse comunità che vivono e animano i luoghi possano vedere per prima migliorata la propria qualità della vita. Basti considerare i numerosi problemi legati all’abusivismo o alla mancanza di depurazione tra Pontecagnano e Capaccio o, ancora, la scarsa valorizzazione delle masserie fortificate, dei tabacchifici, e dei canali dismessi che potrebbero essere attrezzati per diventare piste ciclabili.

FestAmbiente Paestumanità è stata l’occasione per presentare il progetto “L’Altro Mare” per la promozione e valorizzazione dell’area protetta dell’Oasi Dunale di Torre di Mare. Il progetto, nato dall’azione di volontariato di Legambiente a Paestum ed approvato dalle Soprintendenze archeologica e paesaggistica, dalla Regione Campania, dalla Comunità Montana Calore Salernitano, dalla Riserva fluviale Foce Sele-Tanagro, è un tassello fondamentale per il rilancio dell’azione di Legambiente a Paestum. Il progetto prevede il recupero di circa 15 ettari tra pineta, dune e spiaggia e il ripristino della macchia mediterranea con alberi come il ginepro, l’olmo e il mirto. Gli intervenni aiuteranno inoltre a proteggere l’Oasi indirizzando le scolaresche e i visitatori lungo passerelle pedonali in legno sollevate, evitando quindi il calpestio indiscriminato e l’erosione delle specie vegetali.

Il progetto è stato consegnato al Comune di Capaccio dalla direttrice generale di Legambiente Rossella Muroni che ha invitato l’amministrazione alla sua concretizzazione: «Tutelare e valorizzare Paestum, la sua area archeologica e l’Oasi Dunale di Torre di Mare, significa investire sul futuro del territorio e delle persone che lo abitano. La prima edizione di FestAmbiente Paestumanità ha mostrato un volto del Mezzogiorno sereno e pulito, che ripone le proprie speranze nelle buone pratiche di gestione del territorio e nello sviluppo di un turismo responsabile. Facciamo dunque appello alle amministrazioni locali affinché la restituzione della bellezza dei luoghi diventi una priorità da tutti condivisa e si traduca in politiche virtuose».

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Eco-merenda Teodoro Gaza Nella giornata conclusiva del festival sono stati inoltre assegnati per la prima volta i premi PaestUmanità e PaestOscenità, rispettivamente ad una buona e una cattiva pratica di gestione del territorio in provincia di Salerno. La prima edizione del premio Paestumanità è stata assegnata all’Istituto Comprensivo Teodoro Gaza di S. Giovanni a Piro, nel Cilento, che, grazie all’impegno della preside Maria De Biase e di tutto lo staff scolastico, ha saputo insegnare agli studenti le buone pratiche del futuro, in termini sia di sostenibilità ambientale che di valorizzazione delle comunità che animano i paesaggi, portando le eccellenze del territorio e il territorio stesso nella scuola. Alcune di queste: la EcoMerenda, fatta di pane ed olio, secondo la classica tradizione cilentana, ha abolito la plastica e con essa le merendine industriali, per favorire il km0 e la sana alimentazione, com’è opportuno nel Cilento, patria della Dieta Mediterranea; gli orti scolastici, connettendo gli antichi saperi contadini di cui è portatrice la comunità cilentana con le nuove generazioni che si formano. Infine laboratori di autoproduzione, come quello del sapone, mercatini di solidarietà, laboratori sperimentali di balle di fieno.

La non ambita bandiera nera di PaestOscenità è stata invece assegnata alla Provincia di Salerno per il grande progetto “Interventi di difesa e ripascimento del litorale del Golfo di Salerno”, che individua nella artificializzazione indiscriminata di 37 km di litorale, vincolato paesaggisticamente, ricco di testimonianze storiche, SIC e ZPS, l’unica soluzione per rilanciare l’economia turistica tra Pontecagnano e Capaccio nella Piana del Sele. Un milione e duecentomila tonnellate di massi da movimentare, corrispondenti ad una collina di circa cento metri di altezza che sparirà dall’entroterra. Massi di calcare provenienti da cave e trasportati effettuando oltre 75 mila viaggi di camion, che verranno distribuiti sul litorale per realizzare 45 pennelli, cioè massicciate che dalla riva si proiettano a mare per circa 150 metri. Un intervento rigido che risulta impattante e inadeguato, oltre a rientrare in quella tipologia di interventi sconsigliati dalla stessa Comunità Europea in quanto poco rispettosi delle specificità dei luoghi, oltre che in controtendenza con le istanze di turismo sostenibile e responsabile. Una soluzione obsoleta, insomma, che rischia di rivelarsi più dannosa del problema di erosione della costa che vorrebbe risolvere.

FestAmbiente è stata l’occasione per accendere i riflettori sul progetto “Paestumanità”, l’azionariato ambientale promosso da Legambiente per acquistare i terreni privati dell’area archeologica di Paestum ripristinando il contesto paesaggistico nella sua interezza. Paestumanità, partendo dalla constatazione di un problema, nel caso la fruizione dell’antica colonia di Poseidonia-Paestum condizionata dalla presenza dei privati, ha sollecitato negli ultimi mesi l’innesco di processi di miglioramento della tenuta del paesaggio e dei suoi asset economico-sociali, a vantaggio degli interessi della collettività. Proprio in occasione del festival si è tenuta la prima assemblea degli azionisti di Paestumanità, per presentare un bilancio di quanto realizzato e raccolto in questa prima fase, nonché per pianificare il futuro della campagna di sensibilizzazione promossa da Legambiente.

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