Taglia quintali di legna in pieno Parco del Cilento, finisce nei guai

Il Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, in qualsiasi luogo lo troviate scritto è accompagnato dalla frase ‘qui la natura è protetta’. Eppure c’è anche chi delle bellezze del Parco vuole farne un guadagno economico. Si tratterebbe di taglialegna abusivi, intenti nel tagliare quanti più alberi possibili e passare inosservati. Purtroppo una routine quotidiana che questa volta ha toccato il comune di Sanza. L’uomo, prima di essere acciuffato dal corpo forestale dello Stato, aveva già abbattuto un totale di piante verdi di alto fusto di cerro pari ad un peso complessivo di 15 tonnellate. A notare per primo il taglialegna è stato il comandante della stazione forestale di Sanza fuori servizio,  che ha intravisto un sospetto trattore trasportare grandi quantità di legna. Dopo averlo fermato, l’uomo si è difeso affermando che il carico proveniva da Rofrano. Successivamente sono scattate le indagini della forestale, condotte effettuando specifici rilievi sul materiale legnoso e le contestuali verifiche in campo. Queste hanno consentito di accertare che il materiale legnoso depositato proveniva da un bosco comunale di alto fusto di cerro fortemente danneggiato mediante il taglio abusivo di piante verdi in ottimo stato fisico-vegetativo. Infatti, il taglio veniva eseguito in completa assenza di autorizzazione della comunità montana competente per territorio, ed in difformità e in contrasto a quanto stabilito nel nulla osta rilasciato dall’ente Parco. L’uomo è stato schedato dalla forestale alla Procura della repubblica di Vallo della Lucania e i 15 quintali sono stati immediatamente sequestrati.  

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