Nuovo fronte di dissenso sulla discarica: oltre al comitato Cilento oltre il Rifiuto di Laurito, dissensi a Vallo della Lucania per il Polo ecologico.

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A Vallo della Lucania sta crescendo di numero il fronte dei dissensi a proposito del Polo ecologico proposto dai sindaci della comunità del Parco e ora al vaglio del commissario Vardè. Si sta delineando sempre più una divaricazione tra due fronti di protesta, una a Laurito in località Rizzoli rappresentata dal comitato Cilento oltre il Rifiuto e un’altra a Vallo della Lucania contro la possibile realizzazione del Polo ecologico.

Marilù de Luca, del pd di Vallo della Lucania, sul social network facebook ha manifestato la propria paura se dovesse essere realizzato il polo ecologico in località Mazzavacche: “Alla prima emergenza ci ritroveremo con il sito di stoccaggio (discarica) pieno di indifferenziato proveniente da quei posti (Napoli e provincia, ndr), faremo la fine di Serre riempita ben aldilà delle sue iniziali capacità. Ma insomma qualcuno ha deciso che questo territorio deve immaginare un altro tipo di futuro (e che futuro). Allora eliminiamo perlomeno il Parco, smettiamo di prenderci in giro e di prendere in giro chi venendo nel Cilento pensa di incontrare natura incontaminata, dieta mediterranea, mare e monti puliti”

Cilento democratica spinge contro l’amministrazione comunale di Vallo e il sindaco Aloia, invocando le dimissioni del presidente del parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Amilcare Troiano: “Oggi – si legge su un volantino del CD – dopo una gestione solo vincolistica e scarsamente valorizzante dell’area Parco, il colpo finale. Un amministrazione miope, con la complicità del vertice dell’ente parco, vuole mettere la parola fine al Cilento patrimonio dell’Unesco. Vallo come Terzigno?”

Ma ad aprire il coro contro il Polo ecologico è stato Giuseppe Tarallo, ex presidente del parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano. La sua replica al Polo ecologico è stata immediata alla proposta dei sindaci cilentani leggendo in ciò la volontà degli amministratori di “togliersi di mano la patata bollente di Laurito” e una chiara voglia di attirare fondi economici: “io personalmente penso che la proposta progettuale di Polo ecologico sia viziata dal solito costume politico di pensare a progetti attira-finanziamenti per il proprio comune,soprattutto in un momento di magra:in questo caso tutto fa brodo anche la ‘monnezza’ che finalmente però viene guardata e considerata come risorsa e opportunità di finanziamento. Il Polo ecologico di Vallo della Lucania finisce col rappresentare solo in parte il preteso modello gestionale del parco in quanto ci sono 2 aree che danno il nome al parco,insieme al Cilento, che rimangono tagliate fuori da questa gestione autonoma dell’area protetta in tema di rifiuti”.

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Tarallo è dell’avviso che bisogna considerare il carattere policentrico del territorio del Parco: “Io rimango del parere che proprio per assicurare che il modello virtuoso riguardi l’intera area parco e non una parte,bisogna partire dalle caratteristiche policentriche del nostro territorio tenendo conto della relativa e consolidata logistica delle diverse aree che compongono il parco”

Passando all’analisi delle possibili soluzioni: “Per questo io ribadisco che la cosa migliore e più opportuna è che ogni paese,comune o gruppo omogeneo di essi  passi subito all’adozione generalizzata del compostaggio domestico,di condominio o di comunità a seconda delle proprie esigenze e che i sindaci adottino immediate ordinanze di riduzione e riuso incentivando e incoraggiando la fornitura a spina di molti prodotti”.

Però l’ex presidente del Parco lascia una speranza al Polo ecologico: “penso che questo piano possa essere migliorato:riducendo i rifiuti e trattandoli in maniera appropriata evitando una massa da stoccare in discarica,si può arrivare così  a ‘estrudere’ ed espungere il sito di stoccaggio dal ciclo.Più che uno STIR serve migliorare la vagliatura della materia seconda da avviare alla vendita”.

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