Tartarughe scelgono Ascea e Camerota, esperto: «Il Cilento ha l’esclusiva nel Mediterraneo»

Ormai è ufficiale, il Cilento è terra di tartarughe. Al momento sono 4 i carapaci che hanno scelto le coste cilentane per i loro nidi. Un monitoraggio costante da parte dei volontari e degli esperti per preservarne l’integrità è in atto. Un fenomeno, quello delle nidificazioni di ‘Caretta caretta’, iniziato nel 2012 e da allora in costante crescita.

«Non c’è un dato certo sul perché le tartarughe hanno iniziato a nidificare nel Cilento – a parlare è Fulvio Maffucci, esperto che al momento monitora i 4 nidi cilentani -. La nostra idea, quella che stiamo studiando per cercare di suffragarla con dati solidi, è che sia una risposta molto veloce delle tartarughe marine al cambiamento climatico in atto che vede l’ampliarsi della stagione calda dando la possibilità alle tartarughe di utilizzare le alte temperature che incontrano per nidificare».

Un evento più unico che raro, spiega Maffucci ai microfoni del giornale Cilento, in tutto il mediterraneo occidentale Marina di Camerota ed Ascea sono gli unici siti ad ospitare i carapaci. Normalmente presenti nella zona del mediterraneo orientale le tartarughe marine nidificano regolarmente in Grecia, Turchia, Libia, Libano, Siria. In Italia possiamo ritrovare le ‘Caretta caretta’ nella casta della Calabria ionica. «Il Cilento si pone in una situazione di esclusività, è l’unica area del mediterraneo occidentale dove dal 2012 le tartarughe nidificano regolarmente ogni anno per un numero di nidi che va da 2 a 4 – continua Maffucci che non esclude un aumento del fenomeno -. Se la nostra teoria dovesse risultare valida e le temperature si mantengono costanti o in aumento è possibile che un maggior numero di femmine sfrutti le coste cilentane dove trovano ambiente idoneo visto le altissime percentuali di schiusa che abbiamo riscontrato. È possibile dunque che avremmo una maggiore frequenza di questi eventi».

Oltre le temperature cos’altro ha influito sulla scelta delle 4 femmine «Sicuramente la naturalità del luogo ed il buono stato ambientale hanno un effetto positivo però dobbiamo anche ricordare che la tartaruga di per se non è necessariamente indicatore di un’acqua particolarmente pulita, le troviamo anche in acque non perfette dal punto di vista qualitativo – Maffucci spiega che ad essere fondamentale in questo caso è stato anche l’ambiente terrestre -. In tutti e quattro i casi di nidificazione la tartaruga ha potuto trovare spiagge con bassa illuminazione e non occupate da cemento o lidi balneari oltre che un’ottima qualità della sabbia. Vuol dire che il Cilento è stato bravo a mantenere le proprie spiagge e questo dovrà essere uno degli sforzi principali degli anni a venire, cioè mantenere gli ambienti idonei per ospitare la nidificazione di questa specie».

Prima di concludere Maffuccia ricorda come con la partecipazione attiva dei volontari di Marina di Camerota, che hanno partecipato al pattugliamento della spiaggia, è stato possibile per la prima volta individuare la femmina durante la nidificazione. L’esemplare è stato campionato e dotato di un trasmettitore satellitare gps per monitorarne la rotta «Tutti coloro che vorranno conoscere i movimenti di questa tartaruga, ribattezzata ‘Camerota’, potrà farlo connettendosi al sito ‘seaturtle.ogr’ dove inserendo il nome della tartaruga e fra due giorni sarà possibile vedere quale rotta sta seguendo la tartaruga che ieri notte ha nidificato proprio a Camerota».

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