Caccia al cinghiale nel Parco del Cilento, in 7 sono finiti nei guai

Maxi blitz del coordinamento territoriale per l’Ambiente di Vallo della Lucania. A finire nei guai sette persone colte in flagranza di reato durante battute di caccia al cinghiale, a Cicerale e Ottati. Gli uomini dei comandi delle stazioni forestali di Vallo e Ottati hanno denunciato all’autorità giudiziaria di Vallo della Lucania e Salerno sette bracconieri cilentani tra le località Ponte Vallone Corbella e Gaiardo.

Le operazioni sono scattate il giorno della vigilia di Natale e sabato 27 dicembre. Posti sotto sequestro la selvaggina abbattuta in modo ilecito, 8 fucili, circa 400 munizioni, oltre a 6 ricetrasmittenti e 2 richiami acustici elettromagnetici. Dei sette fucili, due armi risultavano alterate, in quanto i caricatori potevano contenere più di tre colpi. Le persone sottoposte al controllo erano tutti residenti nel Parco, fatta eccezione per uno proveniente da Battipaglia.

«Il Corpo Forestale riserva particolare attenzione al fenomeno del bracconaggio, – spiegano –  soprattutto durante questo particolare periodo dell’anno, in cui, spregidicatamente, nonostante l’apertura della caccia nelle aree consentite, tali bracconieri si introducono all’interno del perimetro del Parco, ove l’attività venatoria e l’introduzione di armi da fuoco sono vietate tutto l’anno, con l’obiettivo di tutelare la legalità sul territorio protetto, nonché la pubblica incolumità e la salute dei consumatori».

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