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Scandalo Forestale, scatta nuovo filone d’inchiesta: associazione a delinquere

di Lucia Cariello

«Un clan che in alcuni dei suoi atti si potrebbe definire ‘camorristico’», così gli inquirenti avrebbero definito il ‘sistema’ ad ampio raggio che contornava i due ex sottufficiali (Marta Santoro e Antonio Petillo) coinvolti nel giro di mazzette a danno di numerosi imprenditori del luogo.

L’inchiesta condotta dalla procura di Salerno desta, così, ogni giorno più sorpresa: associazione a delinquere finalizzata all’estorsione e alla concussione. Sarebbe questo, infatti, il nuovo filone d’indagine condotto dal pm Maurizio Cardea. Sette le persone sottoposte ad indagine di cui quattro in divisa. Gli inquirenti, proprio nelle ultime ore, infatti, starebbero mettendo insieme ulteriori pezzi d’indagine e, come una sorta di puzzle, si sarebbe profilata l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere composta da più soggetti. Le indagini coordinate dal pm, sono condotte in sinergia con i carabinieri del Reparto Operativo Speciale del comando provinciale di Salerno e della compagnia di Agropoli, sotto la supervisione del generale Carmine Adinolfi. Un quadro a dir poco inquitante, quindi, quello emerso. Fatto di riunioni tra ‘estorti’ e ‘estorsori’, ricatti, intrecci con politici e imprenditori e addirittura con pregiudicati del luogo. A tutto ciò si sarebbe giunti grazie a scrupolose ricostruzioni, testimonianze, interrogatori e tecniche investigative all’avanguardia.

Concussione, estorsione, istigazione alla corruzione, alla speculazione edilizia, all’abuso d’ufficio, al peculato, all’usura. Questi i reati emersi sino ad ora che andrebbero a chiudere il cerchio intorno ai due ex comandanti della Forestale su una vicenda che sta scuotendo non poco l’opinione pubblica.

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