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Camerota. Palazzetto dello sport, il caso di Striscia la notizia. Scarpitta: «No a strumentalizzazioni politiche, ferma e alta l’attenzione sui problemi»

di Redazione

Gentile direttore,

scrivo questa lettera in qualità di editore del giornale del Cilento innanzitutto per ringraziare quanti hanno operato dalla redazione per contribuire all’arrivo della nota trasmissione nazionale, al fine di accendere i riflettori sull’annosa problematica dell’opera incompiuta del palazzetto dello sport. In secondo luogo per un bisogno di chiarezza. L’arrivo di Striscia la notizia come è noto è stato possibile grazie ad una segnalazione partita dal giornale del Cilento, dall’iniziativa di un suo valido cronista, Luigi Martino, ma tengo a ribadire grazie ad un lavoro di squadra che questo giornale è riuscito a realizzare da ben due anni, con professionalità, impegno, autonomia e libertà. Tenendo sempre alta l’attenzione sulle emergenze di questo territorio, mettendo sempre al primo posto i fatti e svolgendo quel ruolo di sentinella che l’informazione è tenuta a compiere e che nel Cilento, per la prima volta si sta svolgendo attraverso l’impegno di tutti i membri di questa redazione. Un servizio affidato alle popolazioni cilentane di cui il Cilento deve andare fiero, realizzato grazie ad una costante operosità tra i cronisti, la direzione, la proprietà di questo giornale e i numerosi lettori, dal Cilento, dall’Italia e da tutto il mondo. Questo giornale ha fatto scattare l’allarme della denuncia sui ritardi e sulle inaccettabili vicende del palazzetto dello sport, il cui allarme ha trovato svegli numerosi cittadini di Camerota che hanno dato vita, attraverso l’associazione Tuttinsieme, al Pala day, la manifestazione che ha avviato una fase di verità sulla vicenda e di lavoro per il completamento dell’opera. In quell’occasione, intervenendo dissi che non ci saremmo fermati, che la nostra attenzione da quel giorno in poi sarebbe rimasta altissima, che il palazzetto è per noi una priorità e che avremmo messo in campo ogni azione volta alla soluzione del problema, compresa la segnalazione ai media nazionali e alle note trasmissioni di denuncia. Bene anche questo passaggio è stato compiuto e i giornalisti che raccontano al Paese il degrado in cui troppo spesso scivola l’Italia, i giornalisti dalla schiena dritta, sono venuti qui per informare gli italiani su questa struttura e sulle vicende che la coinvolgono. Spazio a loro dunque, spazio all’informazione e luci accese sui problemi. Nessuna strumentalizzazione politica doveva avvenire attorno alla visita del giornalisti di Striscia, nessun politico che provasse a mettere il cappello o ad attirare a se una visibilità non dovuta. A coloro che si ergono unici e indispensabili detentori della memoria storica del palazzetto dello sport, voglio ricordare che per anni hanno avuto l’opportunità di interessarsi alla risoluzione di questo problema senza, a quanto pare, venirne a capo. Questa testata, invece, non ha fatto mancare le notizie necessarie per far accendere i riflettori sul palazzetto fino ad interfacciarsi con Striscia e a rispettare di questa trasmissione le sue linee guida e per questo motivo si è tenuto il profilo basso come è naturale ed opportuno in questi casi, cogliendo così l’opportunità di portare a livello nazionale il caso in questione, che verrà conosciuto e valutato da milioni di persone fino, ed è questa la nostra meta, ad arrivare a destinazione dei palazzi che contano. Il nostro impegno sulla vicenda non è finalizzato ad una vetrina politica ma alla soluzione del problema. Ma non tutti sembrano della mia stessa convinzione.

Tant’è che c’è qualche politico che presenziando su una tv locale, rispetto all’avvento di Striscia ha ricordato sì il nome del nostro validissimo cronista, ma ha dimenticato il lavoro compiuto per la realizzazione della manifestazione del Pala day e ha puntualizzato il fatto che non avendo reso pubblico (evidentemente si riferisce al giornaledelcilento in contatto con i colleghi di Striscia) l’arrivo appunto degli operatori della nota trasmissione, non si è permesso di fare andare durante le riprese la gente sul posto e il politico detentore della memoria storica. E’ bene ricordare che il giornale del Cilento ha mantenuto il riserbo sul caso come dalla trasmissione richiesto fin dai primi contatti. E questo per esigenze del format televisivo che confeziona i servizi in maniera funzionale al taglio della trasmissione, garantendo agli operatori la tranquillità opportuna e la sicurezza dovuta in particolare per la tipologia di inviato che la direzione ha scelto per questo caso. E’ doveroso ricordare altresì che quando si è trattato di mobilitare le persone per dare l’adeguato peso e sostanza ad una denuncia i fatti provano che si è stati in grado di farlo, accollandosi ogni sforzo per il buon fine dell’iniziativa. In questo caso ad attribuire sostanza alla denuncia ci pensano i professionisti del giornalismo, mentre la presenza di numerose persone avrebbe probabilmente messo in discussione la riuscita della trasmissione stessa e quindi avrebbe finito per complicare il lavoro che si doveva compiere piuttosto che agevolarlo o rafforzarlo. Non vorrei caro direttore che la strumentalizzazione politica che si è evitata di fare in quell’occasione da parte di chi è da tempo a lavoro su questa frontiera, venga oggi invece cavalcata per fini opportunistici da chi a quella frontiera vuole solo strizzare l’occhio.

 

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