Malagiustizia, a ilgiornale.it una denuncia dal Cilento: «Attesa sentenza oltre dieci anni»

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Una lite sull’eredità, il contenzioso per i confini di un terreno: molto spesso si invecchia nella speranza di avere giustizia. E’ la storia di una fetta d’Italia che in questi giorni si sta raccontando a ilgiornale.it. C’è chi ha atteso quindici anni, chi ha superato i venti. E chi, invece, è morto prima di avere giustizia. Tra le denunce fatte alla redazione del quotidiano nazionale, c’è anche quella di Emma Capuano dal Cilento che per vedere riconosciuto un suo diritto a usare un sentiero per scendere sulla spiaggia a Villammare, nel golfo di Policastro, ha atteso oltre un decennio. «Nel 1976 –  si legge sul sito – si rivolse alla magistratura. Dopo più di dieci anni, la sentenza non era ancora arrivata. Allora la signora ha fatto appello alla Corte europea dei diritti dell’uomo. E il 15 giugno 1987 e la Corte le da ragione: l’Italia non aveva rispettato il suo diritto ad avere giustizia in tempi ragionevoli. «A partire da quella sentenza – si legge ancora – è stato il sistema giudiziario del nostro Paese a trovarsi sul banco degli imputati per i tempi incredibili delle sue sentenze. Ma a ventisei anni di distanza dalla vittoria della signora Capuano, i tempi della giustizia italiana non sono cambiati».  

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