A 31 anni si ubriaca e spacca tutto: panico in centro. Appello della madre: «Non dategli da bere»

Un 31enne, affetto da disturbi cognitivi da quando è nato, l’altra notte, in preda ai fumi dell’alcol dopo aver alzato troppo il gomito, ha cominciato ad inveire contro strutture pubbliche e privato di viale Sacro Cuore nella frazione di Prato Perillo a Teggiano. Avrebbe, secondo una prima stima, arrecato danni per circa mille euro. I passanti, impauriti, hanno allertato le forze dell’ordine. Sul posto sono prontamente arrivati i carabinieri della compagnia di Sala Consilina, agli ordini del capitano Emanuele Corda, e i sanitari del Saut locale. I medici hanno provato a calmare il giovane e ora la madre prova a fare un appello intervista dai giornalisti di Ondanews: «Non ce la faccio più – ha dichiarato al quotidiano del Vallo di Diano – ho paura che a mio figlio possa succedere qualcosa perché, quando è ubriaco, potrebbe addirittura compiere gesti insani. Non ho soldi per risarcire i danni che mio figlio provoca e il peso della famiglia grava tutto su di me. Per favore – chiede disperata la 51enne – non offrite più da bere a mio figlio. Ai titolari di bar, agli esercenti commerciali, alle persone alle quali forse mio figlio si rivolge per chiedere una birra, non offrite alcolici a mio figlio. Mio figlio non sta bene, ha dei disturbi cognitivi evidenti e che non sfuggono a nessuno. Offrirgli da bere significa fare del male a lui e fare del male a me. Vi supplico. Ve lo chiedo in ginocchio, godere e ridere sui problemi di mio figlio è ingeneroso e disumano».

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