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Il calvario dello scalo di Pontecagnano, dall’8 maggio niente voli

di Redazione

Dal prossimo otto maggio l’aeroporto di Salerno non avrà più voli: Air Dolomiti, compagnia regionale del gruppo Lufthansa, non ha rinnovato l’accordo con lo scalo di Pontecagnano, che fino ad ora aveva interessato le tratte di Verona e Milano.

A pochi giorni dall’inizio dell’estate, quindi, l’aeroporto di Salerno perde il vettore tedesco, e rimane a bocca asciutta. La decisione della compagnia aerea di non rinnovare la sua presenza a Salerno, a nemmeno un anno dall’inaugurazione della prima tratta Salerno-Verona (ufficializzata nel luglio del 2009) si è abbattuta come un fulmine sullo scalo, mentre continuano i dissidi e le polemiche all’interno della società di gestione.
Sarà infatti un avvocato a verificare la legittimà della nomina di Michele Amendola, neo-direttore generale della Aeroporto di Salerno Spa.
Nel Consiglio camerale svoltosi nella giornata di ieri è stata ratificata all’unanimità, ma non senza discussioni (l’incontro è durato più di quattro ore), la proposta approvata dalla Giunta e che era stata avanzata da Carmine Maiese, membro del consiglio di amministrazione della società, che aveva chiesto di avviare l’iter procedurale per fare in modo che un legale potesse verificare la legittimità della procedura con la quale Amendola, già Presidente del Consiglio di Amministrazione, era stato nominato, lo scorso 29 gennaio, direttore generale della società, con la qualifica di chief executive officer.
Saranno sostanzialmente tre i punti sui quali il legale di fiducia scelto dalla Camera di Commercio (il nome non è stato reso noto) dovrà effettuare le sue verifiche.
La prima riguarda, come detto, proprio la nomina di Amendola nel ruolo di direttore generale. Tale nomina era stata ratificata con una delibera del cda della società lo scorso 29 gennaio. Il dato contestato dalla Camera di Commercio è che Amendola non possa mantenere la carica di direttore generale rimanendo allo stesso tempo presidente del consiglio di amministrazione della società di gestione. Per assumere la carica di direttore generale Amendola, secondo quanto specificato nel corso del consiglio camerale di ieri, avrebbe dovuto dare le dimissione da presidente del consiglio di amministrazione.
Il secondo punto, invece, riguarda la situazione patrimoniale della società di gestione, che presenta, nell’attuale stato di cose, un conto in rosso, con un passivo previsto superiore di due milioni e 400mila euro entro la fine dell’anno. Un passivo sul quale andrebbe ad influire anche il compenso annuale per il nuovo direttore, che sarebbe di 220mila euro.
Il terzo punto sul quale verrà richiesta una verifica è quello relativo alla mancanza di un piano industriale. Secondo la Camera di Commercio, non è possibile che in sei mesi non sia stato presentato un piano con prospettive di sviluppo. Sviluppo che non può essere dato né dall’arrivo a Salerno di Alitalia (troppo esosa la richiesta della compagnia di bandiera, che avrebbe chiesto dieci milioni di euro) né dal contatto effettuato da Amendola con compagnie rumene e polacche.
L’unico contratto serio era stato realizzato con Air Dolomiti, ma la compagnia lascerà lo scalo salernitano a partire dal prossimo 8 maggio, lasciando l’aeroporto senza traffico proprio a pochi giorni dall’inizio dell’estate.
La Camera di Commercio, che ha espresso forte preoccupazione per l’attuale situazione dello scalo, vorrebbe veder completata la verifica entro il prossimo 19 aprile, data in cui è stata fissata l’assemblea del Consorzio. In quella data, nell’ordine del giorno è prevista anche l’approvazione del bilancio consuntivo al 31 dicembre. Un bilancio che, visto l’attuale stato di cose, richiederebbe una consistente ricapitalizzazione.

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