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Agricoltura, da Pollica parte la sfida biodiversità e sostenibile

di Antonio Vuolo

«In Cilento siamo molto fortunati perchè solo nel parco omonimo e’ protetto un terzo della biodiversità dell’Italia, del bacino del Mediterraneo. Ed e’ tantissimo». A dirlo all’AGI e’ Sara Roversi, presidente di Future Food Institute in occasione della Eu AgriFood Week in Cilento, dieci giorni di iniziative itineranti incentrate sulla creazione di una ‘One Health’ europea sostenibile attraverso un sistema agroalimentare piu’ resiliente e inclusivo con eventi, incontri e dibattiti sul ruolo strategico del settore agroalimentare europeo.

«L’ecosistema, se vuole essere resiliente, deve continuare la crescita di biodiversita’ che e’ qualcosa che si può facilitare -spiega – Dubai sta portando avanti un progetto sperimentale con il Wwf con il quale hanno cominciato a inserire alcune specie animali e vegetali e, solo grazie a pratiche agricole di un certo tipo e al design dei giardini e dell’ecosistema, questa biodiversita’ ha cominciato a incrementare».

A Pollica, nel Paideia Campus che festeggia il primo anno di attivita’ «lo stiamo facendo e lo stiamo anche misurando. Le startup, attraverso un sensore a infrarossi, ci permettono di misurare il tasso di biodiversita’ e il numero di specie animali che insistono sul territorio”. Al contempo, consentono “di capire quanto il tema della biodiversita’ possa andare a impattare sulla nostra salute».

Anche il tema dello spopolamento e’ al centro della Eu Agrifood. «A Pollica – rammenta Roversi – abbiamo inaugurato un anno fa, nella Giornata mondiale della biodiversita’, un campus che si chiama Paideia. Abbiamo cominciato a ragionare sul tema dello spopolamento partendo dal tema dell’educazione e come questa, a qualsiasi eta’, sia il punto di partenza per innescare processi di rigenerazione che sia veramente profonda».

Per Roversi, «Pollica quest’anno ricopre un ruolo strategico perche’ e’ la comunita’ emblematica Unesco della Dieta mediterranea insieme ad altre sei comunita’, Marocco, Cipro, Grecia, Croazia, Portogallo e Spagna”. “Insieme a loro – evidenzia – siamo un network che manifesta uno dei principi della Dieta mediterranea, cioe’ la diversita’«. «Quest’anno – dice all’Agi – l’Italia presiede il network Unesco e nell’anno di presidenza abbiamo cercato di mettere insieme una serie di strategie molto concrete. Cosi’ come ci sono altre iniziative collegate al territorio e alla valorizzazione della Dieta mediterranea che, per noi, vuol dire diffondere un patrimonio dell’umanita’». Intanto, «la settimana scorsa abbiamo lanciato il primo festival nazionale della Dieta mediterranea al Mipaaf e sara’ un festival inclusivo, un grande calendario che vuole includere tutti quelli che negli anni hanno portato avanti iniziative di ricerca, di advocacy, di progettualita’ imprenditoriale, di impatto sociale, di divulgazione scientifica sul tema della Dieta mediterranea». «Un calendario – conclude – che comincia a Capaccio Paestum il 26 maggio e terminera’ il 16 novembre, la data dell’anniversario della nomina Unesco della Dieta mediterranea».

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A Cura di

Antonio Vuolo

Giornalista e comunicatore per passione e per professione da ormai oltre 10 anni, se non ho perso il conto. Il segreto? Avere dentro di sé sempre la stessa curiosità di un bambino. Mi appassionano i temi legati soprattutto alle questioni di attualità, allo sport, al territorio. Quando non sto con una penna in mano o una telecamera davanti, potete “trovarmi” in giro in qualche angolo del Cilento o del mondo, oppure più semplicemente in un bar a sorseggiare un calice di vino con gli amici.
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