Pagare le tasse… si impara con uno stage a scuola

Diventare bravi contribuenti? Si comincia da piccoli e la scuola può tornare utile per imparare. È questo il senso dell’iniziativa varata dell’Istituto Tecnico Commerciale «Vico» di Agropoli. Tra gli stage formativi previsti per gli studenti dalla riforma Gelmini, infatti, la scuola cilentana ha inserito una serie di lezioni sull’ orientamento alla cultura della legalità fiscale. Gli alunni delle classi quinte, grazie a un accordo con l’agenzia delle entrate di Agropoli, potranno così seguire i seminari e partecipare direttamente alle attività di un’agenzia delle entrate, per diventare bravi contribuenti in un paese che conta un vero e proprio esercito di evasori. Lo stage è nato da un protocollo d’intesa tra la scuola e l’agenzia agropolese.
«Abbiamo deciso di dedicare uno degli stage alla cultura della legalità fiscale – spiega il preside del Vico, Michele Nigro – I nostri studenti saranno i futuri contabili e ragionieri di imprese ed enti del nostro territorio, ma saranno anche dei contribuenti. È giusto che fin da giovani, capiscano quanto sia importante per il paese pagare le tasse». Insieme a quello sulla fiscalità, l’istituto tecnico avvierà altri tre stage: uno dedicato alla legalità, in occasione del quale gli studenti seguiranno una serie di lezioni tenute da magistrati e seguiranno dal vivo le udienze processuali presso il tribunale di Vallo della Lucania; un secondo stage con il quale è previsto un periodo di tirocinio presso gli uffici dell’Inps di Salerno e un terzo stage presso uno degli sportelli della banca BCC dei Comuni Cilentani.
In quest’ultimo caso, grazie ad un accordo con i dirigenti dell’istituto bancario, i tre studenti che maggiormente si saranno messi in evidenza durante gli esami di Stato saranno assunti a tempo determinato, per vivere in maniera completa l’ esperienza della professione di bancario. «Siamo una delle poche scuole che ha avviato gli stage previsti dalla riforma Gelmini – conclude il preside Nigro – Il nostro obiettivo è quello di inserire i giovani diplomati nel mondo del lavoro nel più breve tempo possibile, specie dopo che il ministero del Lavoro ha stabilito come il diploma più richiesto per l’ingresso nel mondo del lavoro sia quello rilasciato dagli istituti tecnico-economici».

Fonte: corrieredelmezzogiorno.it