Riapre l’ospedale di Agropoli, ma è già polemica. Sindacati: «Politica chiude, politica apre: dove sono regole?»

Oggi primo agosto finalmente al via il potenziamento della struttura ospedaliera adibita alle emergenze (psaut) di Agropoli. All’indomani del sopralluogo compiuto dai vertici della sanità salernitana, Antonio Squillante, direttore generale dell’Asl, ed Enrico Coscioni, consigliere regionale per la sanità della giunta a guida Vincenzo De Luca, l’ospedale civile vede finalmente la riapertura di alcuni servizi che erano stati soppressi. Quattro posti di unità critica per la stabilizzazione dei pazienti che avranno la possibilità di essere supportati da un cardiologo e un radiologo. Sono stati tra l’altro riattivati il laboratorio analisi e la radiologia.

«Dove sono le regole?»
Non tutti però condividono questa scelta. A dichiararlo apertamente è Rolando Scotillo, responsabile della Fisi/fials. «La politica chiude e la politica riapre, ma le regole dove sono? – tuona Scotillo -. Siamo stati i primi a ricorrere contro l’insana chiusura del presidio ospedaliero di Agropoli e il giudice del lavoro rigettò in appello l’istanza presentata da sindacato. Il Comune di Agropoli, poi, si costituì prima al Tar e poi al Consiglio di Stato perdendo il ricorso: ora a distanza di circa 2 anni l’Asl fa un passo indietro in maniera inusitata e senza individuare alcun criterio e senza seguire le regole riapre sulla carta con enorme aggravio di spesa servizi in un ospedale vuoto». Il responsabile Fisi/fials non le manda certo a dire e parla di come le scelte del passato abbiano gravato sui dipendenti «Vogliamo ricordare che circa 100 dipendenti, per questa scelta scellerata, furono deportati negli ospedali limitrofi senza possibilità di alternativa e che tutta l’area di degenza ospedaliera è stata chiusa costringendo migliaia di persone a rivolgersi altrove – lanciando poi due interrogativi -. Ma non bastava, secondo i giudici e secondo le relazioni presentate dalla asl in giudizio, per Agropoli un Psaut? Ora si vuole riaprire senza regole, e per quali fini?».

«Vogliamo ricordare a chi in questi giorni lascerà l’incarico ed a chi arriverà come commissario o come nuovo direttore generale che va superato per ulteriore decreto il decreto 49 e che vanno determinate prima le risorse umane e finanziarie e vanno espletate le procedure sulla sicurezza determinando il rientro del presidio ospedaliero di Agropoli nella rete di emergenza ospedaliera e vanno fatti rientrare i dipendenti deportati – giunge a conclusione Scotillo, che annuncia azioni forti se le premesse da lui annunciate non saranno mantenute -. Se ciò non avverrà sarà una ulteriore presa in giro della politica all’utenza ed ai dipendenti, se invece come crediamo la asl proseguirà nel suo intento saremo costretti a presentare un ricorso ex art 700 a tutela della sicurezza dell’utenza e dei dipendenti».

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