La responsabilità passa ai cittadini. La Cassazione ha detto sì al referendum sul nucleare

Il referendum del prossimo 12 e 13 giugno è salvo. L’ufficio centrale elettorale presso la Corte di Cassazione ha accolto l’istanza presentata dal Pd e Idv trasferendo il quesito del referendum ai commi 1 e 8 dell’articolo 5 della legge omnibus approvata il 25 maggio in parlamento. In pratica la richiesta di abrogazione rimane la stessa, ma non è più rivolta alla legge precedente, come previsto dal referendum, ma al decreto omnibus. 

La legge Omnibus sospende e non annulla la costruzione delle centrali nucleari. Ora bisognerà ristampare le schede elettorali e saranno i cittadini a decidere se l’Italia in futuro potrà adottare una politica energetica basata sul nucleare. Nonostante le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani: “Con l’emendamento vengono abrogate esattamente le norme che sono oggetto del quesito referendario”, il comma 1 dell’articolo 5 della legge Omnibus sospende e non annulla la costruzione delle centrali nucleari. 

Tentativo di sabotaggio al referendum? Quello che poteva apparire un tentativo da parte del governo di sabotare il referendum per evitare che si raggiungesse il quorum è fallito. Le opposizioni e gli ambientalisti lamentavano che il governo cercasse di vanificare il referendum rendendo nullo il quesito sul nucleare (che ha una forte presa sull’opinione pubblica). Ciò per tutelare Silvio Berlusconi poiché trai i quesiti del referendum è presente l’abrogazione del legittimo impedimento, del quale si avvantaggerebbe il Presidente del consiglio. 

Le sorti della centrale nella piana del Sele ai cittadini. Ora le sorti di una possibile centrale nucleare sulla foce del Sele e su un possibile centro di stoccaggio di scorie radioattive a Garigliano dipendono dai cittadini italiani. Un esito favorevole del referendum abrogativo scongiurerebbe la nascita di una centrale nucleare in provincia di Salerno all’interno della Riserva regionale Sele e Tanagro e a pochi chilometri dal Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

Guida al voto. Il prossimo 12 e 13 giugno i cittadini Italiani saranno chiamati alle urne per rispondere a 4 quesiti. 2 riguarderanno l’abrogazione della legge che vorrebbe l’acqua gestita da società private. Una domanda sarà dedicata al legittimo impedimento. Un quesito riguarderà l’abrogazione delle norme sulla costruzione di centrali nucleari. Se si è favorevoli ad un uso privatistico dell’acqua pubblica, al legittimo impedimento e alla costruzione di centrali nucleari basterà rispondere a ciascuna domanda con un No. Se invece si é contrari alla privatizzazione dell’acqua pubblica, alla costruzione di centrali nucleari e al legittimo impedimento bisognerà rispondere a ciascuna domanda con un SI. Per essere valido il referendum deve raggiungere il quorum, vale a dire che il 50% + 1 degli aventi diritti al voto deve presentarsi alle urne.

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